Giovedì 2 maggio, h:19.00
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resentazione del volume La voce delle cose, di Cécile Bidault (ComicOut)
Partecipano Cécile bidault, Laura Scarpa (ComicOut edizioni), Maria Beatrice D’Aversa, presidenteGruppo Silis (www.grupposilis.it) e Costanza Giuliani.
La voce delle cose (L’écorce des choses) di Cécile Bidault, trova un modo poetico e comprensibile a tutti, per raccontare il mondo visto da una bambina sorda e la sua scoperta della lingua dei segni, fondamentale nella vita e nella comunicazione dei sordi.
Nella Francia in cui, fino al 1976, la lingua dei segni era vietata, la bambina del libro non riesce a comunicare appieno con i suoi genitori. Attraverso l’amicizia con un ragazzino e sua nonna, il mondo silenzioso e acquatico della piccola protagonista troverà la sua voce muta, e riuscirà a legare tutti gli affetti.
La giovane autrice, Cécile Bidault, è stata premiata nel 2018 in Francia, con il prestigioso riconoscimento del premio Artemisia.
Un libro importante per capire il mondo dei sordi, che soffre ancora di troppa indifferenza e ignoranza. La lingua dei segni, o meglio, le diverse lingue nazionali dei segni, nate già nell’antichità, si sono sviluppate variamente, in particolare l’Abate de l’Epée alla fine del 1700 ne codificò e insegnò l’uso, sono state poi a lungo osteggiate o ignorate e ancora cercano un riconoscimento istituzionale anche in Italia.
Il libro comunica a un pubblico ampio, di adulti, ma anche di giovanissimi, cui comunica con uno stile grafico semplice e poetico, degno della miglior scuola di illustrazione europea.
Un libro per tutti, per avvicinarci agli altri e scoprire che possiamo comunicare oltre le parole.
Presentazione Fuoco al Cielo di Viola Di Grado
Giovedì 18 Aprile, ore 19:00 Una Presentazione Infuocata!!
Fuoco al cielo (La Nave di Teseo) a Tuba
Incontro con l’autrice Viola Di Grado, accompagnata da Giulia Caminito e le letture di Tania Garribba
Tamara e Vladimir vivono a Musljumovo, remoto villaggio al confine con la Siberia, tra caseggiati in rovina e fabbriche abbandonate. Vivono in un’area geografica per decenni assente dalle mappe: quella della “città segreta”, luogo sinistro da cui era vietato uscire e comunicare con l’esterno, responsabile negli anni ’50 e ’60 di ben tre catastrofi nucleari. Vladimir, infermiere di buona famiglia, è arrivato da Mosca, scegliendo di prendersi cura di chi non ha niente, delle persone dimenticate dal mondo. Tamara, insegnante, è invece nata e cresciuta nel villaggio, e abituata a pensare che ogni cosa sia destinata a contaminarsi e guastarsi velocemente. Incontrandosi, i due vengono sorpresi da una passione totalizzante che si appropria di ogni pensiero, e accende un bagliore salvifico persino lì, nel luogo più radioattivo del pianeta, in mezzo ai resti di una natura satura di veleno.
Questo sentimento così tenace, che sembra schermarli dalle insidie del reale, li rafforza e li divora al tempo stesso, finché un evento prodigioso arriverà a sconvolgere le loro vite e le loro certezze. Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, Fuoco al cielo racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all’interno di ogni amore assoluto: perché la “città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondono e può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo.
Viola di Grado (1987) è l’autrice di Settanta Acrilico Trenta Lana (2011) – vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e nalista all’IMPAC Dublin Literary Award – e di Cuore Cavo (2013), finalista al PEN Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in Filosofia e dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti in otto Paesi.
Presentazione Magia Nera di Loredana Lipperini
Mercoledì 17 Aprile h. 19:00 Presentazione di Magia Nera (Bompiani)
Insieme all’autrice Loredana Lipperini dialogherà Susanna Tartaro
Le letture sono a cura di Luisa Merloni
E se fosse vero? È questo che ci si chiede dopo aver letto i racconti di Loredana Lipperini. Squarci di luce e ombre lunghe su vite all’apparenza normali: mogli che perdono i mariti nella monotonia della quotidianità, madri che vivono nel ricordo di figli morti troppo presto o che devono fare i conti con la depressione post partum. Ma. C’è sempre un ma, perché all’improvviso le pagine prendono fuoco, e passioni, paure, rabbia si fanno incandescenti e bruciano di magia, annichiliscono, salvano o condannano senza rimedio. Con omaggi innamorati a Stephen King e H.P. Lovecraft e una scrittura sicura e limpida, l’autrice ci rapisce dalla realtà e ci regala quel finale inatteso a cui finora non abbiamo ancora assistito. Ma forse, chissà.
Loredana Lipperini è giornalista, narratrice, amatissima voce di Fahrenheit su Radiotre e scrive per le pagine culturali de “la Repubblica”. Il suo blog Lipperatura, attivo dal 2004, è un punto di riferimento per la discussione letteraria, culturale, politica. Ha pubblicato romanzi gotici con lo pseudonimo di Lara Manni e fra l’altro i saggi Ancora dalle parte delle bambine (2007), Non è un paese per vecchie (2012), L’ho uccisa perché l’amavo con Michela Murgia (2013), il libro per ragazzi Pupa (Rrose Sélavy, 2013) e nel 2016 per Bompiani L’arrivo di Saturno.
Susanna Tartaro, giornalista e dal 2001 curatrice della trasmissione radiofonica più amata dagli italiani dedicata ai libri e alla cultura, Fahrenheit (Radio3), nel 2014 ha aperto il blog DAILYHAIKU nel quale commenta le notizie dell’attualità partendo da un haiku classico. Come si trova infatti scritto nell’intestazione del blog, i lapidari componimenti poetici giapponesi scritti da monaci viaggiatori, poeti e filosofi a partire dal XVII secolo «uniscono la brevità di twitter e le immagini di istagram in un colpo solo». Dalla stessa passione per la cultura poetica giapponese degli haiku, nel 2016 è nato Haiku e Sakè. Un viaggio con Santōka (Add Editore)
Luisa Merloni (attrice, autrice)
Studia recitazione presso l’AIA France di Parigi, diretta da Jean Paul Denizon, attore del CIRT di Peter Brook (1997-2001). Si laurea con lode in Storia e Critica del Cinema alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Nel 2001 fonda insieme alla regista Manuela Cherubini la compagnia PsicopompoTeatro con la quale una serie di spettacoli teatrali che la vedono impegnata come attrice e autrice tra cui, tra i più recenti, Hamelin di Juan Mayorga, per la regia di Manuela Cherubini, vincitore del premio UBU 2008 come migliore novità straniera, Musica Rotta di Daniel Veronese(2013\14) Breve Racconto Domenicale di Matìas Feldman (2015\16) Nel 2010 partecipa a Bizarra di Rafael Spregelburd vincitore del premio UBU 2010 come migliore novità straniera. Tra il 2013 e 2014 partecipa al progetto di formazione sulla drammaturgia Crisi tenuto da Fausto Paravidino al Teatro Valle Occupato in qualità di attrice e drammaturga.Dal 2013 collabora come autrice con la SPI (Società Psicoanalitica italiana) in diversi progetti di diffusione del pensiero psicoanalitico, tra cui il film documentario Sigmund Freud: origini e attualità del pensiero psicoanalitico collaborando alla sceneggiatura e alla regia.
Recentemente si dedica alla scrittura per il teatro e per il cinema, scrive e interpreta lo spettacolo Farsi fuori (2017) prende parte al progetto U.G.O. collettivo di attrici e autrici sulla scrittura comica.
Serena Patrignanelli presenta La fine dell’estate
Martedì 16 aprile alle 19, per parlarne con l’autrice, insieme a Peppe Fiore e con letture di Aglaia Mora!
Un romanzo d’avventura, una storia di formazione, il racconto di un’estate unica: l’estate di Pietro, Augusto, Semiramide, Clementina e Sorchelettrica, con il Quartiere, le fogne, le baracche, la guerra, il razionamento e, su tutto, la macchina e il motore a gasogeno.
#LaFineDellEstate, il terzo titolo della serie degli Innocenti, è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. Con una lingua pura e incantevole, Serena Patrignanelli restituisce al passato la dimensione epica e al futuro le ali spiegate della memoria.
Per ogni richiesta contattateci attraverso i nostri canali social o mandate una mail al nostro ufficio stampa, francesca.rodella@nneditore.it 🙂
Almarina

La botanica delle bugie
Nicla, Quirino, Giorgio e Caterina sono quattro amici che crescono sin dall’infanzia l’uno accanto all’altra. Con loro – e i personaggi familiari che abitano le galassie dei quattro – leggiamo di amori mai agiti, di amicizie tradite, di lutti rimossi. Tutta la narrazione si svolge all’interno delle dinamiche relazionali, intessute e fondate su piccole e grandi bugie – indispensabili per affrontare la vita, sembra ribadirci il romanzo – che modificano la qualità dei rapporti. Può una bugia su un bacio distruggere l’amicizia e far esplodere questo “ecosistema” ? Esistono sistemi naturali di relazione scevri dalle menzogne?Presentazione di Io Khaled vendo uomini e sono innocente di Francesca Mannocchi
Giovedì 11 Aprile, ore 19:00
Io Khaled Vendo Uomini e Sono Innocente (Einaudi editore) >>
Presentazione e Incontro con l’autrice del libro Francesca Mannocchi e la scrittrice Francesca Melandri
«Ci chiamano mercanti della morte, immigrazione clandestina, la chiamano. Io sono la sola cosa legale di questo Paese. Prendo ciò che è mio, pago a tutti la loro parte. E anche il mare, anche il mare si tiene una parte della mia mercanzia. Mi chiamo Khaled, il mio nome significa immortale. Mi chiamo Khaled e sono un trafficante».
Khaled è libico, ha poco piú di trent’anni, ha partecipato alla rivoluzione per deporre Gheddafi, ma la rivoluzione lo ha tradito. Cosí lui, che voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo, è diventato invece un anello della catena che gestisce il traffico di persone. Organizza le traversate del Mediterraneo, smista donne, uomini e bambini dai confini del Sud fino ai centri di detenzione: le carceri legali e quelle illegali, in cui i trafficanti rinchiudono i migranti in attesa delle partenze, e li torturano, stuprano, ricattano le loro famiglie. Khaled assiste, a volte partecipa. Lo fa per soldi, eppure non si sente un criminale. Perché abita un Paese dove sembra non esserci alternativa al malaffare. Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista che da molti anni si occupa di migrazioni e zone di conflitto, ci restituisce la sua voce. Le sue parole raccontano un mondo in cui la demarcazione tra il bene e il male si assottiglia.
Francesca Mannocchi è una giornalista freelance, si occupa di migrazioni e conflitti e collabora con numerose testate italiane e internazionali (L’Espresso, Stern, Al Jazeera English, The Guardian, The Observer). Ha realizzato reportage in Siria, Iraq, Palestina, Libia, Libano, Afghanistan, Egitto, Turchia. Francesca Mannocchi ha ricevuto il Premiolino per il giornalismo nel 2016. Ha vinto il Premio Giustolisi con l’inchiesta Missione impossibile (LA7) sul traffico di migranti e sulle carceri libiche. Nel 2018 il documentario diretto con il fotografo Alessio Romenzi è stato presentato alla 75° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Ha da poco pubblicato il suo primo libro Io Khaled vendo uomini e sono innocente (2019, Einaudi).
Francesca Melandri (Roma, 1964) ha lavorato per molti anni come sceneggiatrice, prima di esordire nel 2010 nella narrativa con Eva dorme. Nel 2012 ha pubblicato per Rizzoli Più alto del mare, finalista al Premio Campiello e vincitore del Premio Rapallo Carige. I suoi romanzi sono tradotti nelle principali lingue europee.
Francesca Melandri (Roma, 1964) ha lavorato per molti anni come sceneggiatrice, prima di esordire nel 2010 nella narrativa con Eva dorme. Nel 2012 ha pubblicato per Rizzoli Più alto del mare, finalista al Premio Campiello e vincitore del Premio Rapallo Carige. Nel 2017 ha pubblicato per Rizzoli Sangue Giusto. I suoi romanzi sono tradotti nelle principali lingue europee.
Presentazione La Botanica delle Bugie di Elisa Casseri
Mercoledì 10 Aprile, ore 19:00
Presentazione La Botanica delle Bugie (Fandango Libri) >>
Insieme all’autrice Elisa Casseri dialogherà Simonetta Sciandivasci
Le attrici Silvia D’Amico, Aglaia Mora e Aurora Peres leggeranno dei brani del libro
Che vita hanno le bugie, quando nascono e poi sbocciano e infine muoiono? Come bisogna innaffiarle perché crescano forti e ci mantengano al riparo dalla realtà che, più il tempo passa, più chiede conto? Nella Botanica delle bugie, quattro personaggi sono alle prese con le proprie aspirazioni e i propri fallimenti, in lotta con famiglie tutte sbagliate, sogni decentrati e piccole miserie: Nicla rincorre per tutta la vita Quirino, senza mai esporsi, convinta che il modo migliore per scansare i dolori sia dare nell’occhio il meno possibile, accontentarsi; Quirino pure insegue Nicla, ma Nicla è troppo di tutto, troppo confusa, troppo silenziosa, troppo sfuggente e allora è meglio provare con Caterina e nascondere il resto; Caterina conquista Quirino e si allena a essere la moglie perfetta, costruisce una vita, una casa, per poi scoprire che i muri sono pieni di crepe e oltre le crepe ci sono solo spiragli di altre donne, di tradimenti e scappatoie a cui Quirino non ha mai rinunciato; Giorgio desidera Caterina forse da sempre, ma il primo bacio lo dà a Nicla, rimangono insieme e diventano una famiglia, o forse solo genitori. E tutto potrebbe durare immutato se le bugie avessero per sempre la forza di quando sono state pronunciate per la prima volta. In una provincia prima emotiva che geografica, Elisa Casseri mette in scena il fallimento dell’età adulta, la lotta rabbiosa e resistente che ingaggia ognuno di noi contro la rinuncia ai propri sogni, anche quando non ci è chiaro quali siano, e racconta le perdite, gli abbandoni e le scelte (sbagliate) che alla fine ci rivelano chi siamo.
Elisa Casseri è nata nel Basso Lazio nel 1984 ed è laureata in Ingegneria Meccanica. Nel 2014 ha pubblicato Teoria idraulica delle famiglie per Elliot e, nel 2015, ha vinto la 53a edizione del Premio Riccione per il Teatrocon L’orizzonte degli eventi. Autrice del blog Memorie di una bevitrice di Estathè, collabora con la rivista Nuovi Argomenti
Simonetta Sciandivasci è nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, è redattrice di Nuovi Argomenti. Quest’anno ha scritto una guida illustrata alla città di Matera (hoppilolla)
Tuba ad Immaginaria 2019
Nella giornata di venerdi e sabato ci troverete ad Immaginaria con la nostra libreria. Il festival è bellissimo, è alla sua 14 edizione e quest’anno a Roma lo trovate al Pigneto al Cinema Aquila.
Per cui non potete mancare. Qui trovate tutto il programma

Fuoco al cielo
C’era una volta in un remoto villaggio della Siberia un uomo e una donna che si innamorarono di un amore impossibile… Sembra l’inizio di una fiaba incantata persa da qualche parte al nord, in un nord di ghiacci e possibilità.