TUBA CALL PER

BANDE DE FEMMES

festival di fumetti e di illustrazioni

EVENTI

Incontri, Presentazioni, Mostre

14 giugno 2018

14-16 giugno Bande de Femmes

La prossima edizione di Bande de Femmes si svolgerà a Roma al Pigneto dal 14 al 16 giugno. Due le location: la Libreria Tuba e...

24 maggio 2018

Presentazione di Altri Femminismi

Giovedì 24 Maggio, ore 19:00@TubaPresentazione a partire da Altri Femminismi (Manifestolibri)#corpi #violenza #riproduzione #cultura #lavoroIl volume è curato da Teresa Bertilotti, Cristina Galasso, Alessandra Gissi,...

23 maggio 2018

Osservatore oscuro  il romanzo di Barbara Baraldi

Giunti editori presentaOsservatore oscuro il romanzo di Barbara Baraldi presentato da Tuba Libreriaa cura di Rossana CalbiMercoledì 23 maggio, dalle ore 19.00 a Tuba Bazar, cinque artiste si incontrano per...

22 maggio 2018

Presentazione di Più veloce dell’ombra di Federica Tuzi

Martedì 22 maggio alle 19:00 presso la libreria Tuba Bazar Federica Tuzi presenterà insieme ad Alessandra Di Pietro "Più veloce dell'ombra", il suo ultimo libro.  Durante la serata si esibiranno...

19 maggio 2018

Festa di lancio di InQuiete Facciamolo insieme

Sabato 19 Maggio, dalle ore 20:30 @ANGELO MAI (con molto amore) INQUIETE FACCIAMOLO INSIEME - Festa di lancio e anteprima assoluta del video di Crowdfunding per Inquiete...

18 maggio 2018

Letterature Off

Venerdi 18 maggio parte una nuova avventura per l'Associazione Mia - che assieme a Tuba organizza Inquiete Festival di scrittrici a Roma - un nuovo festival che affianca il...

17 maggio 2018

Presentazione Jessa Crispin Perchè non sono femminista

Tuba Bazar, Inquiete Festival di scrittrici a Roma, edizioni sur presentano all'interno del tour Jessa Crispin in Italia Giovedì 17, ore 19:00 TUBA INCONTRO CON JESSA CRISPIN a partire...

15 maggio 2018

Incontro con la poeta Jacinta Kerketta

15/05, h 19: presentazione del volume "Brace" presso la Libreria Tuba (Via del Pigneto 39/a). Discuterà con l'autrice la giornalista Marina Forti Jacinta Kerketta, giovane...

10 maggio 2018

10 maggio Presentazione Una Fratellanza Inquieta di Nadia Fusini

Giovedì 10 maggio, dalle 19:00 @Tuba Un incontro con Nadia Fusini a partire dal suo ultimo libro Una Fratellanza Inquieta - donne e uomini di oggi (Donzelli editore) A...

8 maggio 2018

8 maggio Presentazione Non ci resta che l’amore di Gabriella Turnaturi

Martedì 8 Maggio, ore 19:00 @Tuba Presentazione di " Non ci resta che l'amore" (Le edizioni del Mulino) di Gabriella Turnaturi Insieme all'autrice ci saranno Antonella Lattanzi, Maddalena Vianello e Maria...

Vi aspettiamo oggi, dalle 19:00.
Si parla di femminismi.
#tubalibreria #tubalibreriadelladonne #tubaeventi #feminism #manifestolibri
Le ragazze e i ragazzi di Fare Rivista hanno concluso il corso 👏🏻👏🏻
Curiosi di vedere i risultati? 
Dal 14 al 22 giugno alla Biblioteca Goffredo Mameli 🇮🇹 saranno esposti i loro lavori in una mostra che entrerà nel circuito della galleria d’arte diffusa di Bande de Femmes #BDF, festival di fumetto e illustrazioni dal 14 al 16 giugno al #Pigneto. 
PS sta per uscire il programma completo di Bande de Fammes, #staytuned
.
.
.
#Tuba #LibreriaTuba #YouTubac #Roma #Rome #comics #art #creativity #comicart #comicbooks #bookstagram #booklover #books
💫Siamo all’Angelo Mai per preparare la festa più bella che c’è💫
#InQuieteFacciamoloInsieme questa sera alle 20.30 per preparare un’altra grande festa: #InQuiete2018 il festival di scrittrici a #Roma
Ci sarete?
.
.
.
#Tuba #YouTuba #InQuiete #bookstagram #women #womenatwork #inspogirl #womensliterature #womenpower #womenempoweringwomen #feminism #Roma #Rome #party
@pasionaria.it  ha raccolto alcune esperienze fondamentali che molte di noi hanno fatto alla @casainternazionaledonne di Roma. 
#lacasanonsitocca #lacasasiamotutte #giulemanidalledonne #tubalibri #tubalibreriadelledonne #feminism

CHI SIAMO

Tuba è una libreria delle donne, un bar, un locale aperto dalla mattina alla sera dal 2007 sull’isola pedonale del Pigneto a Roma.
Tuba è uno luogo costruito quotidianamente da un gruppo di femministe e lesbiche che credono in una socialità libera, allegra e consapevole.
Tuba tutti i giorni lotta contro le discriminazioni basate sul genere, l’orientamento sessuale, la condizione di classe, il colore della pelle e la provenienza geografica.
Tuba è uno spazio dedicato all’immaginario delle donne: alle loro parole e ai loro desideri, ai loro corpi gioiosi, alla loro forza politica.
Tuba è una realtà costruita quotidianamente da un gruppo di lavoro di 11 donne, sempre in crescita e mutamento, che fa rete con gruppi, associazioni, scuole e biblioteche della città.
Tuba è tante cose insieme: siamo tutte noi, ognuna con le sue differenze, e siete tutte e tutti voi che vi affacciate dalle nostre vetrate.

SI MANGIA E SI BEVE

Abbiamo scelto per voi solo prodotti d’eccellenza, in larga parte biologici e/o a km zero, sempre frutto del lavoro di piccoli produttori e produttrici, in un’ottica di filiera corta diversa dalla grande distribuzione.
I vini, in gran parte biologici, provengono da piccole aziende italiane che conosciamo personalmente e con le quali abbiamo instaurato negli anni un rapporto di fiducia.
La caffetteria comprende cornetti – anche vegani – caffè, orzo, gingseng e decaffeinato del marchio Filicori Zecchini.
Tutte le nostre tisane, invece, sono scelte tra quelle del mercato equo e solidale a marchio Clipper.
Quiche, torte e dolcetti vari sono prodotti dalle donne di un laboratorio artigianale, mentre panini e pizzette sono il risultato dei nostri gusti e della nostra fantasia quotidiana.
Le birre sono artigianali e di diverse tipologie che variamo con le stagioni e i desideri.
I cocktail sono quelli classici di un american bar, preparati con superalcolici di qualità. Abbiamo inserito nel menù dei alcuni liquori artigianali di una piccola azienda retina (Mucilla) come il mirto, la genziana, il nocino e il mitico spruilli – divenuto ormai una leggenda.
Da noi si beve anche analcolico grazie agli estratti, le spremute, e cocktail freschi.

TUBA CONSIGLIA

Fai piano quando torni
Fai piano quando torni
Silvia Truzzi - Longanesi 16,40€
Recensione di Cristina
Margherita è ricca, ama il suo lavoro ma è anche tanto scorbutica, allergica alle altre persone e con un grosso problema da risolvere: superare la scomparsa del padre e l’abbandono del fidanzato. In seguito ad un grave incidente automobilistico si ritrova vicina di letto in ospedale di Anna, 76enne nata poverissima con un marito e una figlia che per tutta la vita ha considerato estranei. Anna ha un segreto, ma soprattutto un amore segreto con cui si scrive dai tempi della giovinezza. Sarà la sua gioia di vivere, la sua spensieratezza ma soprattutto la sua invadenza ha creare un legame di amicizia tra le due donne. Un romanzo d’amore piacevole come qualche volta ce ne vuole, ma anche un racconto di spaccato italiano degli anni 60 da un punto di vista di due giovani innamorati.
Bologna, 10 luglio 1960
Nicola mio, qui si parla solo degli operai morti a Reggio Emilia. Io non so cosa pensare: al bar dicono che è la reazione ai fascisti al governo. A me mi dispiace tanto per quell’Ovidio, così giovane, poveretto. Non so cosa pensi, ma è un peccato che muoiono dei ragazzi giovani. Mi raccomando tu stai attento quando sei in servizio, non andare in pericolo. Prego sempre che non ti capita niente, tutte le sere.
Volevo andare al cinematografo a vedere quel film famoso che ha vinto il premio a Can, in Francia, La dolce vita. Lo sai che c’ho un debole per Mastroianni. Te l’hai visto? Se sì, almeno raccontamelo e dimmi se la svedese è così bella.
Sei sempre nel mio cuore, Anna
Le Triomphante
Le Triomphante
Teresa Cremisi - Adelphi 16€

Recensione di Cristina

“Ho un’immaginazione portuale”. Inizia così il bel libro di Teresa Cremisi. Un libro che ha molto di autobiografico di una donna che è stata presidente di grandi casi editrici sia in Italia che in Francia. I porti sono fatti per essere attraversati da grandi navi. Come la Triomphante, nave francese che a metà Ottocento fa rotta verso l’Oceania, e il cui diario grafico del viaggio e delle sue avventure finisce nelle mani della narratrice.

Ed è un po’ un’avventura anche la vita della giovane narratrice, nata ad Alessandria D’Egitto, ma costretta come molti europei ad abbandonare la terra di Cleopatra quando nel 56 viene nazionalizzato lo strato di Suez. Si troverà così senza documenti e diploma a ricominciare una nuova vita a Milano. Una vita che la porterà a diventare giornalista e poi a dirigere la casa editrice Garzanti. Ma sarà la Francia e il francese che la protagonista sceglierà come approdo dopo un lungo vagare. Ma non sempre la terra che senti come tua vuole accoglierti neanche quando sei una manager di successo. Delusa dal diniego a riconoscerle la cittadinanza francese, la narratrice tornerà in Italia per trasferirsi sulla costiera Amalfitana.
Ogni frase di questo libro è un viaggio, letterario, geografico, linguistico. Da divorare di fronte al mare.
La bastarda della Carolina
La bastarda della Carolina
Dorothy Allison - Minimum fax 18€
Recensione di Cristina
E’ stato un caso letterario questo libro di Dorothy Allison e questo perché racconta di un problema che negli Stati Uniti D’America è molto sentito ed evidentemente anche molto diffuso. Le violenze sui minori. In questo caso quelle subite dal suo patrigno da Ruth Anne Boatwright, per tutti Bone. Lei è la bastarda della Carolina, non essendo stata riconosciuta dal padre, ha scritto questo sul certificato di nascita. L’ossessione di quella parola porterà la madre a sposarsi di nuovo per farla riconoscere ed avere finalmente tolto quel bastarda dall’anagrafe.
Ambientato in una cittadina del South Carolina negli anni Cinquanta, ricco di riferimenti autobiografici, non puoi da subito non innamorarti di Bone, una ragazzina con sangue Cherokee che non nasconderà mai le violenze che sta subendo dal patrigno, ne mai si sottometterà. Pur essendo forte sarà il rapporto con la madre quello che le farà più male. Un rapporto profondo, forte, sviscerato dalla scrittrice in maniera dolce ma dura e che mette a nudo le difficoltà, la forza ma spesso anche la debolezza delle donne, soprattutto delle madri.
A pochi anni dalla sua pubblicazione, il romanzo fu al centro di una controversia legale quando una scuola decise di proibirne la lettura agli studenti; in sua difesa si schierarono anche Stephen King e la moglie Tabitha, che distribuirono copie del volume nelle biblioteche del Maine perché potesse essere letto gratuitamente.
Dorothy Allison è considerata l’erede di una grande tradizione letteraria «sudista» che annovera, tra le sue più grandi esponenti, Katherine Anne Porter, Flannery O’Connor e Carson McCullers. Autrice di racconti, memoir e saggi, tra i suoi titoli più significativi annoveriamo Trash e Two or Three Things I Know for Sure. La bastarda della Carolina, il suo primo romanzo, è stato finalista al National Book Award e portato sugli schermi americani da Anjelica Huston.
I racconti del sesso e della vergogna
I racconti del sesso e della vergogna
Leila Slimani - Rizzoli 18€
Recensione di Cristina
Per una donna single, il solo fatto di cercare un appartamento assomiglia a un percorso di guerra. I miei genitori non si sono opposti. Dal giorno in cui ho iniziato a mantenermi da sola, ho smesso di chiedere il loro parere. Ma ci ho messo tre mesi prima di trovare un proprietario che accettasse di affittare una casa a una donna non sposata. Pensano che una donna sola possa far entrare degli uomini o aprire una casa d’appuntamenti. Mi hanno perfino chiesto l’autorizzazione scritta di mio padre. Ma se guadagno il doppio di lui!
Questa scrittrice franco-marocchina è brava e scrive benissimo, più volte abbiamo recensito i suoi libri. Noi la amiamo anche per questi 13 racconti sulla vita sessuale delle donne marocchine. Uno spaccato stupendo di una realtà che troppe volte ci arriva solo attraverso stereotipi. Una società che mente a se stessa e che ne esce ipocrita, perché a dar luce a queste denunce sono donne consapevoli, forti che hanno deciso di mettere in gioco le loro vite. Sono voci di donne di estrazione sociale differente, con un livello di istruzione e un sentimento religioso profondamente diversi, eppure parlano tutte la stessa lingua e muovono un atto di accusa senza riserve verso una società in netta contraddizione tra quanto predica e quanto vive. Le donne marocchine continuano a portare avanti una piccola rivoluzione quotidiana a cui Leila Slimani continua a dare voce e forza. Un libro importante.

Leila Slimani è nata nel 1981 a Rabat, in Marocco, e oggi vive a Parigi. Con il suo romanzo d’esordio pubblicato da Rizzoli, Nel giardino dell’orco, ha vinto il prestigioso Prix de la Mamounia, il più importante riconoscimento letterario marocchino. Ninna nanna è stato insignito del premio Goncourt 2016 e ha venduto oltre 600.000 copie. Per Rizzoli ha pubblicato anche I racconti del sesso e della menzogna.

Ragazze Cattive
Ragazze Cattive
Ancoo - Canicola 18€

Recensione a cura di Sarah

Con Ragazze cattive, la coreana Ancco non risparmia nessuno. La protagonista, Chinju, è una fumettista trentenne, che evoca la sua adolescenza alla fine degli anni novanta a Seul. Attraverso un disegno in bianco e nero asciutto e tagliente, corredato da pochissime parole, l’autrice racconta la durezza della condizione di adolescente in Corea del Sud. Le tavole alternano lo sfondo bianco e quello nero, dando così al volume un’atmosfera molto particolare. Ne esce fuori il ritratto di una società patriarcale pervasa dalla violenza, alle prese con il collasso economico e la tutela del Fondo Monetario Internazionale.

I flash back strutturano la narrazione e riportano Chinju ai tempi della scuola, facendo riemergere « notti buie e strani odori ». A quel tempo, lei era il « tamburo del quartiere ». Picchiata dal padre, un piccolo imprenditore colpito come molti dalla crisi finanziaria, dai professori, ansiosi di rimetterla sulla retta via, dai vicini, dai fidanzati. Attorno a Chinju ci sono altre « ragazze cattive » accomunate dai sopprusi subiti, che scelgono, nonostante i pugni, gli stupri, e tutte le tragedie che segnano le loro vite, di continuare a fare quello che hanno voglia di fare : fumare, ubriacarsi e persino divertirsi.

Si delinea così una spietata galleria di personaggi maschili capaci di esprimersi solo attraverso la violenza e l’opressione. Una violenza sistemica che invade ogni ambito della società e di cui le donne non sono esenti. La madre di Chinju, che all’occorenza colpisce sua figlia, arriverà a pagare una professoressa perché smetta di picchiare la figlia. Dal canto suo, anche Chinju diventa una bulla a scuola e picchia le studenti più giovani.

Nella società in cui la protagonista vive la sua adolescenza, i legami sono estremi e il consenso non esiste. Resta in sordina, nell’alternarsi di passato e presente, la realtà odierna della Corea del Sud. Se i rapporti familiari di alcune delle ragazze cattive sembrano meno violenti, si evince ad esempio che fumare per le donne continua ad essere stigmatizzante. La forza narrativa di Ancco risiede nella sua capacità a narrare tutto ciò in modo sottile. Le protagoniste non vengono mai dipinte come vittime, né si vivono come tali, cercano di resistere come possono, condividendo il loro vissuto. Il legame tra le ragazze cattive svolge un ruolo essenziale in questa resistenza.

Quando Chinju scappa verso l’agognata libertà, con la sua amica del cuore Jeong-ae – che viene da una famiglia che versa in condizioni economiche più precarie – si ritrova in un bar di prostitute dove impiegati di mezza età allungano le mani su di loro. Lei scappa, Jeong-ae è insieme a lei. Ancora per poco. Preferirà liberarsi dai legami fallati con gli adulti scegliendo la via della prostituzione e scomparendo poco a poco dal mondo adolescenziale di Chinju, lasciando un vuoto che la protagonista si porta dietro anche nella sua vita adulta e che fa di lei una sopravvissuta.

In questo viaggio verso l’emancipazione, le perdite sono numerose, e l’unica figura positiva incontrata sulla strada è quella della proprietaria del bar di prostitute che la rimanda verso casa. Eppure non ci sono condanne, nonostante i colpi e le cicatrici che segnano il suo corpo. « Non mi vergogno delle esperienze che ho vissuto…è come se non mi appartenessero più » dice la narratrice dopo avercele consegnate con un certo senso di estraniamento.

Sangue Giusto
Sangue Giusto
Francesca Melandri - Rizzoli  20 €

“Sono le nostre frontiere. Quelle che abbiamo fatto finta di togliere….Ora sono i CIE la frontiera d’Europa. I bastioni della nostra identità. Di noi che godiamo dello Stato di diritto e mica siamo nazisti….Però, guarda un po’, nei CIE non ci finisci se commetti un reato, ci finisci per quello che sei. Perché sei un clandestino”

In questo nuovo bellissimo romanzo Francesca Melandri svela gli scheletri nell’armadio di una famiglia benestante romana e fa luce sul passato rimosso di un paese intero, il nostro: “Tutto è a disposizione, nulla è segreto… basta cercare”.
Una trama strutturata, avvincente e complessa, attraverso la quale l’autrice riassume quasi un secolo di storia italiana: la retorica fascista del “posto al sole” e l’occupazione in Etiopia, gli stupri di massa, i gas, la guerra, e poi la malacooperazione fatta di scandali e affarismo, Tangentopoli, i governi Berlusconi, per finire con le traversate del Mediterraneo, che separano i CIE nostrani dai lager libici.
Pagine coinvolgenti, cariche di umanità, in cui si alternano passato e presente, personale e politico.
Uno sguardo di genere attento, consapevole del fatto che, in ogni guerra, il primo trofeo è sempre rappresentato dai corpi delle donne.
La scrittura lucida, mai noiosa, che interroga chi legge e denuncia le complicità e i legami tra colonialismo storico e migrazioni attuali. Una storia che ci riguarda tutte e tutti, anche se godiamo dello stesso privilegio della voce narrante, bianca, benestante e nata con il sangue giusto.

Il ministero della suprema felicità
Il ministero della suprema felicità
Arundhati Roy - Guanda 19 €

Finalmente Arundhati Roy torna in libreria dopo 20 anni dal Il Dio delle piccole cose con un romanzo complicato, intrigato e profondo. E lo fa prendendo parola su tutto quello che sta succedendo in questo momento in India, dal dibattito sulle caste, alla guerra d’indipendenza del Kashmir, al clima prima dell’elezione del primo ministro Narendra Modi, alle multinazionali che stanno mangiando l’India e distruggendo le sue bellezze, al sanguinoso rapporto induisti/musulmani, alle discriminazioni di genere. Ci mette tutto dentro, come se non ci fosse un domani. Protagonista è l’hijra musulmana Anjum, che nascendo ermafrodito decide di lasciare la famiglia che la voleva uomo per crescere donna in una comune. Ma a Anjum oltre al corpo le sta stretta anche la comune, decide così di uscire fuori e di vivere New Dehli con i reietti come lei, gli intoccabili. La scoperta di una bambina abbandonata la porterà a conoscere Tilottama e la sua storia d’amore per due uomini. Ma sopratttuto  la lotta, la resistenza ma anche le torture subite per la guerra in Kashmir, molto presente in questo romanzo di Arundhati Roy. Bisogna avere pazienza per leggere Il mistero della suprema felicità, immagino come per vivere in India. Lentezza e pazienza per arrivare fino in fondo e scoprire quanto la felicità sia delle piccole cose che difficilmente i regnanti possono capire ma che i reietti possono invece costruire. Così Anjum cercherà di realizzare in un cimitero una piccola convivenza tra i vivi e i morti, come se solo da questa unione si possa realizzare il Ministero della suprema felicità.

Stupor Mundi
Stupor Mundi
Neijib - Coconino Press 22 €

Stupor Mundi è un fumetto ambientato nelle Puglie di Federico II all’inizio del tredicesimo secolo. In questa cornice storica in cui si mescolano fatti e finzione, Neijib ci racconta la storia di Annibale Qassim El Battuti, uno scienziato arabo in fuga dalla propria terra e pronto a tutto per portare a compimento le sue ricerche. Sotto la critica feroce dell’oscurantismo si cela anche una critica dell’egoismo di chi porta avanti la propria missione creatrice, a discapito di tutto il resto. Non è dato sapere dove finisce il vero e dove inizia il falso in questa narrazione per immagini ma forse è quello che rende questo racconto così affascinante. Il disegno abbozzato e i colori semplici, potenziano le emozioni e denunciano un potere arrogante e pervasivo. La vera protagonista di questo fumetto è Houdê, la figlia di Annibale, una bambina colta e intelligente che compie un viaggio a ritroso nella propria mente che si rivelerà essenziale.

Corpi sonori
Corpi sonori
Julie Maroh - Panini 9L, 24 €

“Non siamo una minoranza, siamo le alternative Perché tante sono i tipi di relazioni quanti se ne possono immaginare”.

Dopo City&Gender, la fumettista francese Julie Maroh torna con un bellissimo fumetto ambientato a Montréal. Ventuno racconti che compongono un ritratto dell’amore versione queer. Troppie, poliamorosi e non, anziani e giovani, persone di origini diverse e diverse abilità, trans, androgini si ritrovano alle prese con storie d’amore o di sesso. I bellissimi disegni sono in bianco e nero, lo sfondo seppia o blu cambia con le stagioni, a volte i tratti sono sfocati come i generi, a volte si fanno più precisi, ci traghettano in questo viaggio dove i corpi si desiderano ed esplorano possibili che raramente ritroviamo nelle pagine dei libri. Da leggere assolutamente.

La mia ciclotimia ha la coda rossa
La mia ciclotimia ha la coda rossa
Lou Lubie - ComicOut 17,90 €

“Le etichette sono un peso terribile perché ti feriscono, ti stigmatizzano. Ma al contempo ti definiscono, ti aprono delle possibilità”.

La fumettista francese Lou Lubie ci racconta con questo graphic novel dal tratto semplice e simbolico un percorso lungo sette anni per arrivare alla diagnosi della sua ciclotimia e imparare a conviverci. Con un espediente geniale Lou Lubie dà alla sua malattia i tratti di una volpe mutevole, e ci regala delle bellissime tavole in bicromia (nero e arancione), nonché un’introduzione alla ciclotimia, un disturbo bipolare ancora poco conosciuto. Un vero e proprio saggio di divulgazione scientifica, accessibile a tutti i lettori grazie ad aneddoti autobiografici ed umorismo. Il tono di questa avventura, a tratti drammatica, è infatti sempre ludico e auto-ironico permettendo così a tutti di poterlo apprezzare.

Frantumi
Frantumi
Rita Petruccioli/Giovanni Masi - Bao edizioni 18 €

Ha senso rimettere pezzi di sé al loro posto nei buchi lasciati sul corpo? Ha senso fare domande sul passato? Cosa ci manda letteralmente in pezzi? Esiste un tempo e un luogo sospeso in cui darsi la possibilità di riacquistare una interezza tale da affrontare la vita, i suoi dolori, le sue passioni, i suoi colpi? Frantumi è tutto questo. Un’opera disegnata magistralmente da Rita Petruccioli, che esordisce così con la sua prima storia lunga, che tra colori e tratti netti riesce a esprimere esattamente il senso della sceneggiatura  di Giovanni Masi, che racconta i frantumi in dialoghi essenziali senza mai perdersi nella vacuità della non narrazione. I personaggi rimangono attaccati addosso, con una mia particolare predilezione verso Laila, eroina in occhiali da sole, ferita e coraggiosa.

Il frutto della conoscenza
Il frutto della conoscenza
Liv Strömquist - Fandango edizioni 18 €

Il frutto della conoscenza è un fumetto godurioso, da leggere per tanti motivi. Innanzitutto perché si tratta di un’opera intelligente e divertente, dedicata a un argomento appassionante ma troppo spesso trascurato: la fica.
Strömquist, fumettista e femminista svedese, ci regala un volume atipico e necessario in cui racconta come secoli di patriarcato abbiano condizionato la sessualità delle donne e influito sulla costruzione di un sapere sul sesso e sul piacere, sempre in chiave eteronormativa.
Il libro è diviso in capitoli che approfondiscono, in una prospettiva storica, temi come l’orgasmo, le mestruazioni o la misconoscenza della clitoride. Un vero e proprio manuale adatto a tutte le età, dall’adolescenza in su. Il lavoro  di Strömquist, che cita accuratamente le sue fonti ed è corredato da una bibliografia, decostruisce pregiudizi e stereotipi.
Le tavole alternano il bianco e nero al colore, lasciando tanto spazio al testo, quasi a significare quanto la mente abbia invaso lo spazio del corpo. Il fumetto è pervaso dall’ironia dell’autrice che ci regala aneddoti tremendi in modo gustoso e ci ricorda che la vulva non sempre è stata oggetto di censura.

Il morso della reclusa
Il morso della reclusa
Fred Vargas - Einaudi 20 €
Si inizia su un’isoletta islandese, dove il commissario Adamsberg trascorre una vacanza lontano dalla sede parigina dell’Anticrimine. La calma prima della tempesta, che assume ancora una volta tratti animaleschi. Un gatto molto pigro, dei pesci morti, una coppia di merli, dei blaps, scaraffaggi che si nutrono di escrementi di ratti, un ragno impaurito – la reclusa – il cui morso necrotico può rivelarsi fatale. E che sta facendo un po’ troppe vittime ultimamente, scatenando lunghi dibattiti online tra i fautori della mutazione genetica dovuta al riscaldamento globale e quelli che incolpano i pesticidi.
Per cercare di tirare il filo, non basteranno al commissario Adamsberg la sua squadra, l’intuito e il dono di vedere nella nebbia, dovrà anche riesumare un antico trauma. Difficile dire di più senza dirne troppo .Se non che questo romanzo sguazza nelle acque torpide della violenza contro le donne e dei legami familiari, con tanto di dati, senza essere scontato. Un motivo in più per leggerlo.