Presentazione di Stai Zitta di Michela Murgia

Giovedì 25 Marzo presentazione di STAI ZITTA di Michela Murgia (Einaudi). In diretta streaming sui CANALI di TUBA BAZAR (facebook) e YOUTUBE (libreria tuba)
Insieme all’autrice ci sarà Maddalena Vianello.
Introduce e modera Barbara Leda Kenny
Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di piú, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.
Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un’ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice piú nessuno.

7 marzo presentazione Il tuo sguardo su di me di Margherita Giacobino

Domenica 7 Marzo alle 18:30
Presentazione in streaming on line a questo link di #youtuba e sulla nostra pagina facebook
di “Il tuo sguardo su di me” (Mondadori)
di Margherita Giacobino. In dialogo con l’autrice ci saranno Laura Marzi e Viola Lo Moro.
Quella con la madre è la prima delle nostre relazioni, inizia ancora prima di venire al mondo. Raccontarla può essere la sfida di una vita, perché in quella relazione spesso sono inscritte molte delle verità che ci riguardano.
In questo romanzo Margherita Giacobino mette al centro un rapporto tra due donne – una più grande, l’altra più piccola – che nel corso delle loro esistenze si sono ascoltate, ignorate, osservate, amate profondamente: incidentalmente sono anche madre e figlia, ancor più incidentalmente sono l’autrice e sua madre.
Da bambina Margherita la contempla rapita come fosse il sole, l’astro luminoso attorno al quale tutto gira e prende vita: coraggiosa, energica, determinata. Da adolescente non cerca e non riceve confidenze ma la comunicazione passa nei gesti e nelle parole di tutti i giorni e la fiducia è totale. Adulta, tra preoccupazione e divertimento, Margherita vede la madre iniziare una nuova vita, intrecciare un amore misterioso… Fin quando i ruoli prendono a invertirsi: non più, o non solo, la madre che si prende cura di noi, ma noi a prenderci cura della madre.
Con la sua scrittura vigorosa, calibratissima, nitida, sempre anticonformista; distillando la nostalgia per la madre amatissima, il desiderio di raccontarla che da sempre l’accompagna, una visione intelligente e spassionata del rapporto madre-figlia e del femminile molteplice, Margherita Giacobino crea un romanzo sorprendente e vibrante, un omaggio alle madri e alle eredità lasciate alle figlie, non sempre fardelli da cui emanciparsi, in alcuni casi scie luminose e salvifiche: “La malizia di un certo sorriso brilla nei tuoi sogni, e ti fa da lumino di notte quando leggi. Leggere era il tuo vizio, come le sigarette nazionali super senza filtro. Se è vero che noi portiamo sulle spalle i sogni dei nostri genitori, i tuoi sogni per me non sono stati un fardello, ma il respiro di orizzonti più aperti”.
Margherita Giacobino vive a Torino, è scrittrice, saggista e traduttrice. Il suo primo libro, Un’americana a Parigi (Baldini&Castoldi), è uscito nel 1993 con l’eteronimo di Elinor Rigby. Casalinghe all’inferno è del 1996, per lo stesso editore. Per Eliot, nel 2010, è uscito L’uovo fuori dal cavagno. Con Mondadori ha pubblicato: Ritratto di famiglia con bambina grassa (2015, tradotto in Francia, in Germania e in Inghilterra), Il prezzo del sogno (2017, uscito in Inghilterra) e L’età ridicola (2018). Ha tradotto, tra gli altri, Emily Brontë, Gustave Flaubert, Margaret Atwood, Dorothy Allison, Audre Lorde. Collabora alla rivista satirica online “Erbacce”.

4 marzo presentazione di Appunti per me stessa di Emilie Pine

Giovedì 4 Marzo alle 18:30
A questo link di  #youtuba libreriatuba
Sulla pagina facebook Tuba Bazar
IN DIRETTA
“Appunti per me stessa” (Rizzoli)
Ne discutono insieme Gaja Cenciarelli, Valentina Della Seta, Stefania Parmeggiani, Nadia Terranova,
Modera: Barbara Piccolo
Sei confessioni in un’unica voce, la cui gioia liberatoria affiora, in filigrana, dalla trama delle parole. Con questo libro che le è valso il prestigioso Irish Book Award, Emilie Pine scosta il velo dallo specchio, si guarda, e si racconta con la forza di chi ha deciso di indagare se stessa infischiandosene dell’approvazione altrui. Dalle difficoltà relazionali con un padre amato e odiato, all’esperienza cruda dell’infertilità, alla fame imposta al proprio corpo di adolescente, fino al corpo, ancora lui, violato dalla prepotenza degli uomini: in queste pagine non trovate sguardi accomodanti ma parole come frecce imbevute di onestà e fierezza. Scava con foga, Emilie, nei ricordi. E dagli angoli bui della clandestinità emotiva ecco venire alla luce un autoritratto schietto e tagliente, una voce pronta a dettare le sue regole, figlie di una storia personale ma in cui ogni donna potrà riconoscere una caduta, o una vittoria, comunque la stessa, appassionata strada percorsa.

25 febbraio presentazione di Biancaneve nel Novecento

Giovedì 25 Febbraio alle 18:30
Sul canale #youtuba libreriatuba
Sulla pagina facebook Tuba Bazar
IN DIRETTA
“Biancaneve nel Novecento” (Solferino edizioni)
Insieme all’autrice Marilù Oliva dialoga Alessandra Pigliaru
Introduce e Modera: Viola Lo Moro
Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza.
Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.
Con una penna vibrante, intinta nella storia del Novecento e affilata da una profonda sensibilità per le umane lacerazioni e debolezze, Marilù Oliva disegna una vicenda incalzante che è anche una riflessione su quello che le famiglie non dicono, sulle ferite non rimarginate che si riaprono, implacabili, attraverso le generazioni. Un romanzo vivo e poetico, che dà voce al rimosso di un secolo.

24 febbraio presentazione Francesca Mannocchi

Mercoledì 24 Febbraio alle 18:30
In diretta sul nostro canale Yotuba e su Fb
Presentazione di “Bianco è il colore del danno ” (Einaudi editore) di Francesca Mannocchi.
Dialoga con l’autrice Daniela Preziosi (giornalista), introduce e modera Cristina Petrucci (libreria Tuba).
Il corpo di una scrittrice, in apparenza integro eppure danneggiato, diventa lo specchio della fragilità umana e insieme della nostra inarrestabile pulsione di vita. Francesca Mannocchi guarda il mondo attraverso la lente della malattia per rivelare, con una voce letteraria nuda, luminosa, incandescente, tutto ciò che è inconfessabile.
«La vergogna è questa cosa qui. Ci rivela cosa siamo per gli altri, quanto valiamo nel catalogo dei vivi, ora che siamo guasti».
Quattro anni fa Francesca Mannocchi scopre di avere una patologia cronica per la quale non esiste cura. È una giornalista che lavora anche in zone di guerra, viaggia in luoghi dove morte e sofferenza sono all’ordine del giorno, ma questa nuova, personale convivenza con l’imponderabile cambia il suo modo di essere madre, figlia, compagna, cittadina. La spinge a indagare sé stessa e gli altri, a scavare nelle pieghe delle relazioni piú intime, dei non detti piú dolorosi, e a confrontarsi con un corpo diventato d’un tratto nemico. La spinge a domandarsi come crescere suo figlio correndo il rischio di diventare disabile all’improvviso e non potersi quindi occupare di lui come prima. Essere malata l’ha costretta a conoscere il Paese attraverso le maglie della sanità pubblica, e ad abitare una vergogna privata e collettiva che solo attraverso l’onestà senza sconti della letteratura lei ha trovato il coraggio di raccontare.

14 febbraio: una serata dedicata ad Alessandra Capone

A sei mesi dalla morte, una serata dedicata a Alessandra Capone.
La lotta, l’amore per la scrittura e la lettura, la malattia.
In diretta streaming dalle 18:30 in poi sui nostri canali Yotuba e su Fb.
Moderano Cristina Petrucci e Viola Lo Moro
A raccontare con noi Alessandra ci saranno: Cecilia Casula, amica e curatrice della pagina Alé Alé torna a ballare, Ilaria Iovine e Roberto Mariotti, curatrice/ore e registi del documentario che racconterà la lotta di Alessandra contro il cancro, Viola Di Grado, scrittrice e traduttrice del libro edito dalla Nave di Teseo in Italia di Anne Boyer “non morire”, Ilaria Gaspari, scrittrice e insegnante del corso di scrittura nel quale Alessandra ha scritto alcuni testi. Ci saranno anche amiche e compagne che racconteranno l’impegno politico di Alessandra per la Palestina.

ExtraInquiete 16-30 gennaio

InQuiete, festival di scrittrici a Roma è tornato dal 16 al 30 gennaio in versione digitale, con un’edizione speciale che, a partire dalla pandemia, metta in campo le voci delle donne per dare forma e senso ai mutamenti, alle urgenze e agli svelamenti che hanno attraversato le nostre vite.

Guarda il programma qui.