Martedì 26 Marzo, ore 19.00
>> Presentazione di “Zapping di una femminista seriale” >>
Insieme all’autrice Federica Fabbiani dialogheranno Monica Luongo e Valeria Viganò
È giunto il tempo di archiviare Carrie Bradshaw e le sue scorribande newyorkesi, ancora completamente inscritte in un paradigma eternormato, per concentrare l’attenzione sulle protagoniste di alcune serie tv, che sottolineano con audacia e realismo i temi e le istanze del movimento delle donne ancora prepotentemente all’ordine del giorno. L’autrice analizza le produzioni seriali televisive che stanno rivoluzionando in senso femminista i palinsesti, offrendo alle donne ruoli non appiattiti sulla visione maschile del mondo e in grado di tracciare percorsi imprevisti al confine tra reale e immaginario.
Giornalista e scrittrice, Federica Fabbiani ha appena pubblicato “Zapping di una femminista seriale” per Ledizioni. Nel passato, che sempre può tornare, si è appassionata di giornalismo online (“Un mare di notizie”), di cinema lesbico (“Visioni lesbiche”), di tecnologia e media (vari saggi in volumi collettanei). Intersecando spazi virtuali e pratica femminista, ha molto amato il Server Donne e la libreria/casa editrice digitale femminista Ebook @ Women.
Valeria Viganò è nata a Milano e vive a Roma. Ha pubblicato: “Il tennis nel bosco” (Theoria 1989), “Prove di vite separate” (Rizzoli 1992), “L’ora preferita della sera” (Feltrinelli 1995), “Il piroscafo olandese” (Feltrinelli 1999), “Siamo state a Kirkjubaerklaustur” (Neri Pozza 2004), “La Scomparsa dell’Alfabeto” Nottetempo 2009 e in numerose raccolte di racconti (Theoria, Mondadori, Giunti, Tropea, Bompiani). In uscita nel 2019 “Sull’Amazone” (Iacobelli).
Ha scritto per l’Unità e altri giornali per 30 anni, per il teatro e per la radio. E’ traduttrice. E’ chief editor de La Rivista Intelligente. Da più di 30 insegna scrittura narrativa.
Monica Luongo (Olimpia) ha lavorato a L’Unità. Ha collaborato con noidonne, Il Mattino di Napoli, RadioRai, Radio24. E’ esperta di donne e sviluppo e osservatrice elettorale in Africa, Medio Oriente, Sud Est Asiatico. E’ stata presidente della SIL, è presidente dell’associazione DeA-DonneeAltri (www.donnealtri.it). Fa parte del comitato di redazione di Leggendaria (www.leggendaria.it). Tra i suoi scritti: “Non si scherza coi sentimenti. Percorsi del paradosso”, in Movimenti di Felicità, a cura di Donatella Alesi e Laura Fortini, manifestolibri 2004; Isole. Confini chiusi, orizzonti aperti (a cura della stessa e di Giuliana Misserville), Iacobelli editore 2008, “Ritratto di famiglia allargata”, in Futuro Femminile, a cura di Lorella Reale, Luca Sossella editore 2008; Passaggi di età. Scritture e rappresentazioni, a cura di Anna Maria Crispino e della stessa, Iacobelli editore 2013. “Per un’epica del quotidiano” in Epiche. Altre imprese, altre narrazioni, a cura di Paola Bono e Bia Sarasini, Iacobelli editore 2014, “Il nuovo volto delle migrazioni” in Dell’ambivalenza, a cura Anna Maria Crispino e Marina Vitale, Iacobelli editore 2016, Tempo breve e virtualità del presente, a cura di Giuliana MIsserville e della stessa, Iacobelli editore, di prossima pubblicazione. Il suo blog è www.olimpiabineschi.it.
Audre Lorde D’amore e di Lotta Poesie Scelte

Venerdì 22 Marzo, h. 19:00
<< D’amore e di Lotta Poesie Scelte >> (Le lettere edizioni)
Incontro con le traduttrici di WIT (women in traslation)
Grazia Dicanio, Migi Sean Pecoraro, Anna Zani
Modera Sara De Simone
Letture a cura di Giorgia Frisardi
Gruppo WiT (Women in Translation), collettivo sperimentale di traduzione poetica. L’antologia delle poesie di Audre Lorde “D’amore e di lotta. Poesie scelte” (Le Lettere, 2018) è il loro primo progetto di traduzione
Grazia Dicanio (Matera 1978)
Si occupa di corsi di formazione per donne migranti e di studi di genere. Collabora con la rivista di studi femministi FETT a Oslo.
Ha precedentemente tradotto «Zami, cosi riscrivo il mio nome» (ed. ETS). Fa parte del gruppo WiT.
Migi Sean Pecoraro (Genova, 1959)
Formatore di lingua inglese presso il Centro Linguistico d’Ateneo dell’Università di Bologna. Nomade, femminista globale, artista e militante nel movimento LGBTQ da 40 anni. Ha tradotto testi, film e pubblicazione LGBT e queer, ha collaborato all’organizzazione di mostre del proprio lavoro e collettive e convegni a Londra, Roma, Bari e Bologna. Fa parte del gruppo WiT.
Anna Zani (Bologna, 1965)
Bibliotecaria all’Università di Bologna, attivista della letteratura. Ama farsi coinvolgere nell’organizzazione di eventi letterari a soggetto femminile. Fa parte del gruppo WiT.
Sara De Simone si è laureata in Filologia romanza alla Sapienza di Roma, ed è attualmente dottoranda in Letterature comparate alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha approfondito la sua formazione in Studi di genere all’Università di Utrecht e all’interno del Laboratorio di Studi femministi “Sguardi sulle differenze”. È nel direttivo della Italian Virginia Woolf Society. Scrive su Femministerie, dove si occupa della rubrica “Eccentriche” dedicata a scrittrici, poete, artiste outsiders di tutti i tempi. Ha tradotto, con Nadia Fusini, il carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West “Scrivi sempre a mezzanotte. Lettere d’amore e desiderio” (Donzelli, 2019).
Idda
Un libro sulle mamme di cui avevamo bisogno. Annie è la mamma di Pierre, malata ormai da tempo di Alzheimer. Alessandra è fidanzata da tempo con Pierre, di sua madre non sa più nulla, è morta giovane probabilmente per colpa del padre. Ormai la casa di Annie non serve più, per cui quando Alessandra si trova a doverla svuotare, sbircia tra i suoi diari, i ricordi di Annie. Scoprire che anche le mamme hanno una vita, al di là dei figli, ricostruire questa vita per ripensare alla propria di mamma. Una scrittura delicata e scorrevole, a tratti in un bellissimo dialetto pugliese, attraverso la malattia, la morte ma anche la vita delle mamme, di cui chiediamo poco e giudichiamo tanto. Mamme annullate nel ruolo familiare che riscopriamo come figlie in età adulta. Un incredibile libro d’amore, nella sua semplicità e perdono.
Migrante per sempre

Chiara Ingrao riesce a scrivere sempre il libro giusto al momento giusto.
Linù aveva vinto una borsa di studio per continuare la scuola anche dopo la terza media, ma la mamà aveva deciso di portarseli tutti alla Germania, li picciriddi. Siamo nella Sicilia del 1962 quando intere famiglie emigravano al nord per trovare lavoro e si aiutava anche i compaesani ad entrare clandestinamente nelle città, perché il permesso di soggiorno non è un foglio arrivato oggi ma un permesso che gli italiani emigranti hanno conosciuto molto bene. Chiara Ingrao ci racconta a volte in dialetto siciliano a volte con quell’italiano che si imparava a fatica, la storia di Lina fino al 2006, una storia fatta di continui spostamenti e di incontri con persone che si spostano. Ma soprattutto con i “fantasmi di oggi, rimescolati a quelli di domani e di ieri: passato e futuro si confondono spesso, nelle vite dei migranti”. Un romanzo su molte donne delle nostre famiglie, dal lavoro in fabbrica alle pulisci-culi, donne di ieri e donne migranti di oggi che vivono le stesse condizioni e a cui diamo gli stessi appellativi. Ma anche una storia di incontri tra donne da varie parti del mondo, che lottano contro i pregiudizi e i luoghi comuni.
Le febbri della memoria
La scrittrice nicaraguese ci porta alla scoperta delle sue origini familiari attraverso Jorge Choiseul de Praslin, nonno di sua nonna. Duca francese accusato di aver ammazzato la moglie si finge morto e grazie all’aiuto del re Luigi Filippo D’Orleans scappa per non essere scoperto: “se fingere mi creava difficoltà, l’idea di vivere come una persona di rango inferiore era un’eresia”.
Un racconto di metà ottocento sull’Europa post rivoluzione francese e ora in mano a Napoleone e sugli Stati Uniti d’America in piena ondata migratoria attraverso il racconto di un uomo ricco, costretto a reinventarsi senza schiavitù e pieno di sensi di colpa e di paure, almeno in apparenza. Gioconda Belli lo usa per dirci che partire vuol dire spesso costruirsi una nuova identità fatta di bugie ma anche di immaginazione un po’ come quella che attraversa tutto il XIX secolo, scoperta di nuove terre, della medicina, dell’animo umano.
Ma sarà solo in Nicaragua che il duca troverà, forse, la sua nuova vita. Un Nicaragua ancora inesplorato, ricco di natura e dove agli occidentali veniva regalata la terra per farli restare a costruire la “civiltà”: “ma in fondo a chi importava del Nicaragua? Erano gli imperi a decidere le regole del gioco”.
Gioconda Belli racconta tante figure femminili attraverso gli occhi di un uomo, la cultura, il possesso, la gelosia, la forza ma anche la libertà sessuale della divina Charlotte e il suo amore per le donne:
“Sai se le tue donne raggiungono l’orgasmo?” chiede ad un incredulo Jorge Choiseul de Praslin.
Era tanto che la scrittrice de La donna abitata non pubblicava un romanzo, e non ci ha deluse neanche questa volta.
Presentazione Si Chiamava Palestina
Martedì 19 Marzo, ore 19.00.
>>>Presentazione>>> Si Chiamava Palestina Aut Aut Edizioni
Incontro con Cecilia Dalla Negra (autrice) e Anwar Odeh
Cecilia Dalla Negra, giornalista e ricercatrice freelance, è vice-direttora della testata indipendente online Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa. Da anni si occupa di movimenti sociali, femminili, giovanili e culturali in Medio Oriente, e in particolare in Palestina. Ha svolto numerose ricerche sul campo sui temi della cittadinanza di genere in contesti post-rivoluzionari in Medio Oriente e Nord Africa, specializzandosi in particolare sui movimenti femministi palestinesi. È co-autrice di due volumi – Cronache di una controrivoluzione: il prezzo della libertà ai tempi delle primavere arabe (Edizioni dell’Asino, 2011) e Le donne nei media arabi. Tra aspettative tradite e nuove opportunità (Carocci, 2014); co-curatrice de La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna (Edizioni dell’Asino, 2014), e curatrice di Rivoluzioni Violate. Cinque anni dopo: attivismo e diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa (Edizioni dell’Asino, 2016). Nel 2017, insieme a Christian Elia e Gianluca Cecere, ha ricevuto il Premio giornalistico “Il Reportage” per il progetto di giornalismo narrativo “Walking the Line”, dedicato ai 50 anni di occupazione israeliana della Palestina.
Anwar Odeh è studentessa italo-palestinese all’Università di Torino, attivista del collettivo “Progetto Palestina”, impegnato a dare voce in ambito accademico a temi essenziali della questione palestinese.
Presentazione di “Piccola Città” di Vanessa Roghi
Martedì 12 marzo alle ore 19:00
>>Presentazione di Piccola Città – una storia comune di eroina (Editori Laterza) >>
Insieme all’autrice Vanessa Roghi dialogheranno Teresa Ciabatti e Nadia Terranova
Vi aspettiamo!
“Guardate questa bambina. Questa bambina sono io. Ho un buffo cappello di lana colorato, lo so perché c’è un’altra foto a colori che me lo dice. Sto con M. Deve essere il 1977. Sono felice. La città per me è ancora una soltanto. Nessun muro la divide in due. Per ora. Dopo non sarà mai più così.» Decine di migliaia di tossicodipendenti, una ‘generazione scomparsa’ su cui si è steso un velo di oblio. Un libro di storia, un memoir che squarcia un muro di silenzio e lo fa partendo dal punto di vista più difficile e doloroso: quello personale. Quando arrestano mio padre per spaccio di eroina ho 15 anni, frequento il ginnasio, nell’unico liceo classico di Grosseto. Un liceo di provincia, frequentato dai figli dei professionisti della città. Quando lo arrestano io non dico niente a scuola. Non trovo le parole per farlo, non credo di averle neanche cercate, è qualcosa che accade, e basta. Quando le cose accadono a me io non so come raccontarle. Per questo faccio la storica, racconto le cose che accadono agli altri, eppure questa di mio padre voglio raccontarla, così inizio a parlarne con gli altri, ma solo all’università, quando mi sento ormai protetta dalla distanza, ne parlo e ne parlo, e una giovane storica senza immaginazione si domanda se sono matta ad andare a dire in giro che mio padre si è fatto di eroina. Perché questa è una cosa che non si racconta. Non è neanche un fatto degno di storia. È una piccola storia ignobile.”
Sciopero femminista internazionale
L’otto marzo le lavoratrici di Tuba aderiscono allo sciopero femminista internazionale.
Decidiamo di scioperare in solidarietà con tutte le lavoratrici dei locali, dei bar e del commercio, tutte le lavoratrici della produzione culturale e della filiera editoriale, tutte le donne e le altre soggettività oppresse da un sistema di lavoro che le vuole iperproduttive e sfruttate da una parte, scarsamente tutelate dall’altra. Il tentativo di creare un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso per le lavoratrici e uno spazio di socialità protetto e di piacere per donne e soggettività varie è stato e continuerà ad essere un nostro impegno costante.
L’8 marzo saremo chiuse fino alle 20:00, poi permettere a tutte di parteciapre alle iniziative di NUDM
Presentazione de’ Il Paese di Calce di Bibi Tomasi
Venerdì 7 Marzo, ore 19:00
Presentazione de’ IL PAESE DI CALCE di Bibi Tomasi
(edizioni il dito e la luna)
> con Pat Carra e Margherita Giacobino, che hanno curato questa nuova edizione insieme a Piera Bosotti.
Bibi Tomasi ci racconta una storia cruciale della sua vita.
In Sicilia, tra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945, la passione delle giovani Dina e Delia si contrappone all’ordine patriarcale, arcaico e violento. Le macerie della guerra, il ritratto impietoso dei liberatori americani, il paesaggio siciliano, l’umanità dei miseri fanno da sfondo alla storia. Nonostante tutte le fratture dell’Italia alla soglia della Liberazione, tra le due ragazze avviene l’amore. Contro questa passione ingenua e totale, in una lotta tra libertà e tirannia, si schierano la famiglia patriarcale, la mafia, la polizia, ovvero i grandi poteri palesi e occulti di sempre.
Il volume è arricchito dall’intervento di Margherita Giacobino “La passione remota presente di Bibi Tomasi”, dal disegno “Bibi alla sua scrivania” di Piera Bosotti e dalla “Bibiografia” di Pat Carra.
La foto di copertina è di Letizia Battaglia: Casa Professa, 1991. Per gentile concessione dell’autrice.
La grafica di copertina è a cura di Elena Leoni
Bibi Tomasi (Bologna 1925 – Milano 2000) è stata poeta, scrittrice, giornalista e fotografa. Tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano, è una protagonista del femminismo italiano.
Per tutta la vita ha pubblicato libri, articoli, poesie su numerose riviste popolari e d’avanguardia.
Foto di copertina di Letizia Battaglia; grafica di Elena Leoni
Nota critica di Margherita Giacobino
Nota biografica di Pat Carra con un disegno di Piera Bosotti
Il minipimer della nonna: mostra di Chiara Pasqualotto
IL MINIPIMER DELLA NONNA
>> Venerdì 1 marzo, ore 19.00 presentazione e vernissage della mostra di Chiara Pasqualotto
Continua la sequenza dedicata alle rivisitazioni di Capucetto Rosso. Insieme a Chiara Pasqualotto, alla storica dell’arte e critica Michela Becchis, all’artista Giovanna Ranaldi (autrice di Il bosco, la ragazza e il lupo, Kite edizioni) scopriremo Il minipimer della nonna. Una stratificazione di cambiamenti su una storia a tutt* conosciuta, quella di Cappuccetto rosso, partendo da ‘la finta nonna’ di Italo Calvino e aggiungendo elementi nuovi o diversi.
Nel libro d’artista a leporello, dove la successione di immagini è lineare con il passaggio continuo da una all’altra, ma la scansione temporale ha anche un altro ordine ‘interno’ e lo stesso momento è visto da vari punti di vista, i soggetti si moltiplicano e lo scorrimento è molteplice.
Le illustrazioni sono sei acqueforti in bianco e nero da matrici di zinco 32x16cm realizzate nel 2017. Non c’è un testo inserito nel libro, chi guarda il libro conosce Cappuccetto rosso e in qualche modo scoprirne le differenze diventa un gioco.
Al vernissage della mostra saranno presenti le singole incisioni incorniciate, un paio di lastre di zinco, dettagli delle immagini ingranditi e stampati digitalmente, un prototipo del libro d’artista.
Chiara Pasqualotto
http://chiarapasqualotto.blogspot.com/
Si laurea in Storia e critica del cinema con una tesi sul colore.
Nel 2007 frequenta i corsi di figura alla Vysoká Škola Umělecko-Průmyslová (Academy of Arts Architecture and Design) di Praga.
Fin dai tempi della scuola si interessa all’illustrazione editoriale per l’infanzia: dal 2003 al 2015 segue corsi di illustrazione con Lobato, Junaković, Quarello, Cneut alla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede (TV) e ad Ars in Fabula di Macerata, e due corsi intensivi sulla progettazione del libro con l’editore Paolo Canton (Topipittori ). Dal 2008 pubblica libri illustrati, con case editrici italiane (Giunti, Terranuova) e straniere (Boxer Books, Oxford University Press, Paraclete, Tyndale, Learning AZ, Kar-Ben Publishing), e dal 2015 al 2018 collabora con l’agente Astound di New York per lavori editoriali di illustrazione.
Il suo ultimo libro, del 2018, è Valentina libera tutti’, sulla vicenda dei beagle di Green Hill, pubblicato con Terranuova.
Parallelamente all’attività di illustratrice, svolge attività di insegnamento, soprattutto di disegno ai bambini (scuola Chateaubriand di Roma e Scuola Internazionale di Comics di Padova). Ha partecipato a diverse mostre collettive di disegno, pittura, incisione e illustrazione. Nel 2015 è stata selezionata alla 33 edizione della Mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia di Sarmede, e ha partecipato a diverse mostre collettive e festival di illustrazione. Dal 2014 inizia a dipingere ad olio come autodidatta, la prima mostra personale è a Roma nell’ottobre 2018 all’interno della RAW. Dal 2016 al 2018 frequenta i corsi di Incisione presso la Scuola d’Arte e dei Mestieri di San Giacomo a Roma con le insegnanti e artiste Maria Pina Bentivenga ed Elisabetta Diamanti. Si appassiona soprattutto all’acquaforte, focalizzando l’attenzione sull’incisione nell’illustrazione dei libri e sul libro d’artista. Collabora con la Stamperia d’Arte Busato di Vicenza.
