Tuba ha riaperto la libreria il 28 aprile

Tuba riaprirà il 28 aprile. Riaprire e riavviare una macchina complessa come Tuba implica per noi delle azioni e riflessioni economiche, politiche, di cura, che non necessariamente seguono un’agenda data.

Navighiamo a vista con attenzione cercando di tutelare le lavoratrici e la nostra comunità.
Aspettando il 28 Aprile potete ordinare e prenotare i libri che desiderate. Abbiamo messo on line 100 titoli che vi consigliamo e che sono già presenti in libreria.
www.ioleggoacasa.it/libreriatuba/
Nel form o alla nostra mail (libreriatuba@gmail.com) potete chiedere anche di altri titoli.

Alzeremo le serrande dal 28 Aprile, per iniziare il martedì e il sabato dalle 10:00 alle 15:00. In quei giorni, e in quegli orari, potrete venire a ritirare i vostri ordini, prenotarne di nuovi, e comprare i titoli presenti in negozio.

Vi chiederemo di collaborare con noi nel mantenere il famoso “metro della cura”, di indossare mascherine e guanti entrando nel nostro spazio, e di pazientare insieme quando ci sarà da aspettare.

Nel frattempo la nostra programmazione, ragionata su tre livelli – una in streaming per le presentazioni, una “stabile” per bambini e bambine di letture, e una dedicata a cicli di incontri tematici – continua sui nostri canali virtuali. Youtube (Tuba Bazar), Facebook (Tuba bazar) e Instagram (libreriatuba).

Vi pensiamo.

👉🏽 www.ioleggoacasa.it/libreriatuba/
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Presentazione di L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre di Marilù Oliva

Martedì 3 Marzo. ore 19:00
Presentazione di
L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (Solferino Libri)

Insieme all’autrice Marilù Oliva dialoga Carola Susani

L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne.

C’è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C’è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le Sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C’è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C’è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c’è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà.

In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.

In un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani.

Presentazione Dove Non Siamo Stati di Giovanna Cristina Vivinetto

Domenica 23 Febbraio, ore 19:00

Presentazione della seconda raccolta di poesie di Giovanna Cristina Vivinetto “Dove Non Siamo Stati” (Rizzoli)

A dialogare con lei ci sarà Nadia Terranova.
Introduce l’incontro Viola Lo Moro

GIOVANNA CRISTINA VIVINETTO
DOVE NON SIAMO STATI
Prefazione di Roberta Dapunt
Nota critica di Alberto Bertoni
La nuova raccolta di una delle più promettenti nuove voci della poesia italiana, vincitrice del premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima 2019 con il suo “Dolore MInimo”
Dove non siamo stati, sembra dirci l’autrice in questo nuovo libro
di poesie, in realtà c’eravamo già: eravamo nei corpi e nelle storie
degli altri. La transizione, che nei versi di Dolore minimo è
sessuale, diventa qui un dato esistenziale irrinunciabile per poter
andare avanti. Una poesia di fantasmi e di addii, di case
abbandonate, di realtà custodite solo nel ricordo di chi resta,
nei giochi lasciati dai bambini nei cortili dell’infanzia. Un senso
di conclusione pervade i suoi versi serrati, quello definitivo
che sempre precede il cambiamento. Una fine che va indagata
nei momenti più dolenti, prima di lasciare il passo alla realtà nuovache bussa alle porte. Un portato poetico universale e autentico, in cui l’esperienza personale si trasfigura per accogliere il vissuto di ciascuno, interrogando un vuoto in cui, a ben vedere, siamo sempre stati.

La linea del colore

Con La linea del colore seguiamo le orme della pittrice statunitense Lafanu Brown, afrodiscendente e nativa americana, da Salenius a Roma. Si alternano tempi e luoghi diversi, il diciannovesimo secolo di Lafanu Brown e il ventunesimo secolo di Leila, l’altra voce del  romanzo di Igiaba Scego, la città di Salenius dove si è formata la pittrice e la città di Roma dove ha scelto di stabilirsi.

È proprio un incredibile personaggio di romanzo quello di Lafanu Brown. La scelta della scrittrice di affidarsi al romanzesco, pur ispirandosi come lo racconta lei stessa nell’ultimo capitolo a figure di donne realmente esistite come Sarah Parker Remond (ostetrica femminista statunitense afrodiscendente che ha vissuto a Roma) ed Edmonia Lewis (scultrice statunitense afrodiscendente stabilitasi a Roma) ci consegna  la storia di Lafanu Brown, una bambina che lascia la sua famiglia di indiani Chippewa per inseguire un sogno (sulla scia di un padre haitiano e viaggiatore, del
quale ha ereditato i piedi grandi). Quel sogno prende inizialmente la forma di Betsebea McKenzie, ricca vedova abolizionista la cui “protezione” non eviterà a Lafanu di dover fare i conti con un sistema razzista in cui la violenza è la sorte riservata a una ragazza nera che osa uscire dai confini in cui la società la vuole rinchiudere.

Sono tanti i temi toccati dal romanzo, dalla lotta dei neri negli Stati Uniti alle ipocrisie dell’ambiente abolizionista, dalla difficoltà/impossibilità di essere indiana o di essere nera e cittadina degli Stati Uniti alla ricerca di una via, dalla scoperta del proprio corpo (p.233) allo stigma del lesbismo (p.164-171), dalla lotta delle donne per avere un posto nella società alla lotta delle donne nere. Interrogativi che man mano vanno a indagare il significato dell’essere afroitaliane oggi.

È una fontana sita a Marino, che mostra i corpi scolpiti di due donne e due uomini schiavizzati, il ponte tra passato e presente. Una fontana che a secondo della propria storia (o della propria pelle o del proprio immaginario) è visibile o invisibile. È chi guarda a carpire il portato storico di quel monumento, a decidere di ignorarlo o di fargli posto e perché no, di raccontarlo.

Dalla narrazione del presente, meno coinvolgente della parte storica del romanzo emerge il nostro mondo malato di confini in cui il colore del passaporto di un individuo è sinonimo di libertà di movimento oppure di condanna a rischiare la vita intraprendendo un viaggio senza ritorno verso un luogo  – in questo caso l’Italia e in particolar modo Roma, ancora una
volta protagonista della scrittura di Igiaba Scego – che un tempo poteva essere una meta accogliente ed oggi si limita ad essere un luogo chiuso e respingente, dove lo spazio per l’alterità è sempre minore.
Da qualunque parte della linea del colore siamo, esistono oggi altri confini invalicabili che hanno a che fare con l’Europa fortezza e la linea del denaro. Ed è così che Binti, la giovane cugina somala di Leila, decide di affrontare un viaggio verso l’Europa nonostante i rischi di cui è consapevole, che si materializzeranno nel deserto e la costringeranno a tornare indietro.

Con questo lavoro Igiaba Scego conclude la sua “trilogia della violenza coloniale” (Oltre Babilonia, Adua) e l’indagine su una violenza che non è “solo sessuale, ma anche sistemica, attraversa i loro corpi. Violenza che, badate bene, ha in questi libri la sua patente di identità: una violenza patriarcale e coloniale.” Seguiamo il personaggio di Lafanu Brown dall’infanzia all’età adulta, la
vediamo costruirsi a forza di volontà e tenacia, la vediamo piegarsi per via della violenza di un gruppo di giovani, la vediamo lottare per sopravvivere, la vediamo cercare il suo  posto nel mondo nonostante il mondo, la vediamo anteporre se stessa all’uomo che ama per poter diventare la donna che vuole essere, la vediamo aprirsi un varco nel mondo dell’arte, precluso a lei due volte, per essere nera e per essere donna.

La linea del colore, titolo che omaggia l’intellettuale afroamericano W.E.B Du Bois, è anche un omaggio alla forza messa in campo da tutte le Lafanu Brown di ieri come di oggi:

“*Un luogo per resistere.” *
*“E dov’era questo luogo?” le aveva chiesto Lafanu con la sua voce roca.*
*“Il luogo lo sai bene dov’è” aveva risposto la maestra, sbarazzina.*
*E le aveva toccato le mani. Poi aveva preso la tavolozza e indicato alla sua studente nera la tela bianca. Aveva intinto il pennello nel verde, nel blu, nel viola, nel rosso.* *E aveva tracciato la linea del colore.**Una linea verde, blu, viola, rossa. Una linea che non era niente ed era tutto. Una linea nera che poteva dividere o unire. Nera come la pelle di Lafanu Brown.*
*“E’ qui il luogo. In questo incontro tra colore e superficie. E ‘ qui cheJudith * esisteva. Judith creava. E qui esisterai pure tu.”*
**Judith Leister, una pittrice olandese*

Presentazione di La Linea del Colore di Igiaba Scego.


Giovedì 13 Febbraio, ore 19:00
>> Presentazione di “La Linea del Colore” (Bompiani) di Igiaba Scego.

A dialogare con l’autrice ci saranno Sara Antonelli e Alessandro Portelli

La linea del colore
Quanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrastarne le mire coloniali. Un’ondata di sdegno invade la città. In quel momento Lafanu Brown sta rientrando dalla sua passeggiata: è una pittrice americana da anni cittadina di Roma e la sua pelle è nera. Su di lei si riversa la rabbia della folla, finché un uomo la porta in salvo. È a lui che Lafanu decide di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana Chippewa, lo straniero dalla pelle scurissima che amò sua madre e scomparve, la donna che le permise di studiare ma la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta di salire su un piroscafo diretta verso l’Europa, in un Grand Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza. Nella figura di Lafanu si uniscono le vite di due donne afrodiscendenti realmente esistite: la scultrice Edmonia Lewis e l’ostetrica e attivista Sarah Parker Remond, giunte in Italia dagli Stati Uniti dove fino alla guerra civile i neri non erano nemmeno considerati cittadini. A Lafanu si affianca Leila, ragazza di oggi, che tesse fili tra il passato e il destino suo e delle cugine rimaste in Africa e studia il tòpos dello schiavo nero incatenato presente in tante opere d’arte. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.

Presentazione La Città Sommersa di Marta Barone.

Giovedì 6 Febbraio, ore 19:00
>> Presentazione “La Città Sommersa” (Bompiani) di Marta Barone.

In dialogo con l’autrice interverranno Giulia Caminito e Vanessa Roghi.

Un libro che abbiamo amato! Vi aspettiamo!

Città sommersa
Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

Presentazione di Elsa Morante di Carola Susani


Martedì 4 Febbraio, ore 19:00
Presentazione di ELSA MORANTE Tra Storia e Sortilegi (La nuova frontiera) di Carola Susani con le illustrazioni di Giulia Rossi.

Un ritratto di Signora di Morante che racconta la vita e la scrittura di una delle più grandi autrici del ‘900.

Ad accompagnare Carola Susani ci sarà Nadia Terranova.

Due scrittrici insieme per una scrittrice.
Vi aspettiamo!

2 laboratori di scrittura: PRENOTATEVI

POSTI ANCORA DISPONIBILI PER I LABORATORI DI SCRITTURA tenuti da Giulia Caminito e Ilaria Gaspari
AFFRETTATEVI, è una occasione speciale!
Potete sceglierne uno o due!
Potete farne un regalo per voi o per chi volete!


1: Sabato 4 Febbraio: SCRIVERE LA MEMORIA DI FAMIGLIA

Durata: sei ore
Info e prenotazioni: agenziaclementine@gmail.com


2: Domenica 5 Febbraio: COME SCRIVERE UNA LETTERA D’AMORE

Durata: tre ore
Info e prenotazioni: agenziaclementine@gmail.com

Presentazione del libro Passeggiando nella periferia romana – la nascita delle borgate storiche


Martedì 28 Gennaio, ore 19.00

Presentazione del libro “Passeggiando nella periferia romana – la nascita delle borgate storiche” (Iacobellieditore)
Presentazione del progetto Pasolini Roma

Ne parliamo con l’autrice del libro Irene Ranaldi e co-ideatrice del progetto Pasolini Roma e con Tony Allotta (attore e attivista).

Il progetto Pasolini Roma è un progetto di passeggiate performative nei quartieri e nelle borgate romane che Pasolini ha attraversato con la sua poesia, cinema e letteratura”

Il libro Passeggiando nella periferia romana
A Roma spesso si perde il senso della lettura dei territori e si ragiona con categorie ormai poco sostenibili come centro e periferia. Con un “centro-boutique” senza più residenti (ormai poco più di 100 mila abitanti nei 22 rioni storici all’interno delle Mura Aureliane), orrende “piadinerie” o “pinserie romane” (perché la pizza fa antico, mentre la pinsa fa urban food) e turisti allo sbando tra la cartolina magnifica del Colosseo e dei Fori e il degrado della mancanza di servizi igienici, di trasporto, di informazioni turistiche che sappiano andare al di là delle informazioni più elementari. E una “periferia” di cui si sono persi da anni i confini. Un’incursione urbana nelle 12 borgate ufficiali romane (il termine Borgata è usato per la prima volta nel piano regolatore di Roma del 1931 da Marcello Piacentini che lo ha redatto): San Basilio, Trullo, Tor Marancia, Primavalle, Acilia, Prenestino,Tiburtino III, Pietralata, Tufello, Val Melaina, Gordiani, Quarticciolo. Una guida per chi vuole conoscere l’altra faccia della città e scoprire angoli di Roma pieni di fascino e storia.

Irene Ranaldi è dottore di ricerca in Teoria e analisi qualitativa presso la facoltà di Sociologia, “La Sapienza” Università di Roma è presidente dell’associazione culturale “Ottavo Colle” www.ottavocolle.com pioniere a Roma di “passeggiate” nelle periferie. Come giornalista è stata direttrice di www.sociale.it e scrive su Etica&Economia, La Voce di New York, Popoff Quotidiano. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste scientifiche su temi riguardanti la sociologia urbana con un particolare focus su gentrification e trasformazioni nei quartieri e sul rapporto tra globalizzazione e città. Autrice per Franco Angeli di “Testaccio da quartiere operaio a village della capitale”, 2012 e per Aracne di “Gentrification in parallelo. Quartieri tra Roma e New York”, 2014

Presentazione di Turpi Traffici di Laura Schettini


Venerdì 24 Gennaio, ore 19:00
Presentazione e discussione a partire dal libro
Turpi Traffici – Prostituzione e migrazioni globali 1890 – 1940 (bibllink editor) di Laura Schettini.

A parlarne con l’autrice ci saranno
Alessandra Gissi e Giorgia Serughetti

TURPI TRAFFICI
PROSTITUZIONE E MIGRAZIONI GLOBALI, 1890-1940
Questa è la storia della prima globalizzazione della prostituzione vista dalla prospettiva del caso italiano. È la storia di Giuseppa, Virginia e molte altre che dalla fine dell’Ottocento si sono imbarcate dai porti del Regno per andare a lavorare nei bordelli in Egitto, Libia, Malta, ma anche quella di Marguerite, una tra le numerose «prostitute straniere» a lavoro in Italia negli anni Trenta
del Novecento. È la storia di Mariella, costretta dal marito Beniamino a prostituirsi incinta nella provincia statunitense all’inizio del secolo scorso, oppure di Francesco, che alla vigilia della Seconda guerra mondiale reclutava giovani native da far prostituire nei suoi cabaret a Panama, e di Max, spregiudicato sfruttatore di ingenue amanti da un capo all’altro dell’Oceano. È la storia di un appassionato diplomatico impegnato alla Società delle Nazioni per la repressione della ‘tratta delle bianche’, ma anche di dirigenti di polizia, consoli e ministri preoccupati per la reputazione nazionale. È una storia di prostituzione, di migrazioni, di lavoro, costruita attraverso il ricorso a fonti originali e
che copre un ampio arco cronologico, dove l’interesse per le vicende personali si intreccia con quello per le politiche, le iniziative diplomatiche e le misure di polizia.
Un libro che racconta la complessità del mondo della prostituzione nel suo divenire mercato transnazionale, i suoi legami con i processi migratori e l’espansione coloniale, la sua rilevanza come questione politica nazionale.