Corpi sonori

“Non siamo una minoranza, siamo le alternative Perché tante sono i tipi di relazioni quanti se ne possono immaginare”.

Dopo City&Gender, la fumettista francese Julie Maroh torna con un bellissimo fumetto ambientato a Montréal. Ventuno racconti che compongono un ritratto dell’amore versione queer. Troppie, poliamorosi e non, anziani e giovani, persone di origini diverse e diverse abilità, trans, androgini si ritrovano alle prese con storie d’amore o di sesso. I bellissimi disegni sono in bianco e nero, lo sfondo seppia o blu cambia con le stagioni, a volte i tratti sono sfocati come i generi, a volte si fanno più precisi, ci traghettano in questo viaggio dove i corpi si desiderano ed esplorano possibili che raramente ritroviamo nelle pagine dei libri. Da leggere assolutamente.

La mia ciclotimia ha la coda rossa

“Le etichette sono un peso terribile perché ti feriscono, ti stigmatizzano. Ma al contempo ti definiscono, ti aprono delle possibilità”.

La fumettista francese Lou Lubie ci racconta con questo graphic novel dal tratto semplice e simbolico un percorso lungo sette anni per arrivare alla diagnosi della sua ciclotimia e imparare a conviverci. Con un espediente geniale Lou Lubie dà alla sua malattia i tratti di una volpe mutevole, e ci regala delle bellissime tavole in bicromia (nero e arancione), nonché un’introduzione alla ciclotimia, un disturbo bipolare ancora poco conosciuto. Un vero e proprio saggio di divulgazione scientifica, accessibile a tutti i lettori grazie ad aneddoti autobiografici ed umorismo. Il tono di questa avventura, a tratti drammatica, è infatti sempre ludico e auto-ironico permettendo così a tutti di poterlo apprezzare.

Frantumi

Ha senso rimettere pezzi di sé al loro posto nei buchi lasciati sul corpo? Ha senso fare domande sul passato? Cosa ci manda letteralmente in pezzi? Esiste un tempo e un luogo sospeso in cui darsi la possibilità di riacquistare una interezza tale da affrontare la vita, i suoi dolori, le sue passioni, i suoi colpi? Frantumi è tutto questo. Un’opera disegnata magistralmente da Rita Petruccioli, che esordisce così con la sua prima storia lunga, che tra colori e tratti netti riesce a esprimere esattamente il senso della sceneggiatura  di Giovanni Masi, che racconta i frantumi in dialoghi essenziali senza mai perdersi nella vacuità della non narrazione. I personaggi rimangono attaccati addosso, con una mia particolare predilezione verso Laila, eroina in occhiali da sole, ferita e coraggiosa.

Il frutto della conoscenza

Il frutto della conoscenza è un fumetto godurioso, da leggere per tanti motivi. Innanzitutto perché si tratta di un’opera intelligente e divertente, dedicata a un argomento appassionante ma troppo spesso trascurato: la fica.
Strömquist, fumettista e femminista svedese, ci regala un volume atipico e necessario in cui racconta come secoli di patriarcato abbiano condizionato la sessualità delle donne e influito sulla costruzione di un sapere sul sesso e sul piacere, sempre in chiave eteronormativa.
Il libro è diviso in capitoli che approfondiscono, in una prospettiva storica, temi come l’orgasmo, le mestruazioni o la misconoscenza della clitoride. Un vero e proprio manuale adatto a tutte le età, dall’adolescenza in su. Il lavoro  di Strömquist, che cita accuratamente le sue fonti ed è corredato da una bibliografia, decostruisce pregiudizi e stereotipi.
Le tavole alternano il bianco e nero al colore, lasciando tanto spazio al testo, quasi a significare quanto la mente abbia invaso lo spazio del corpo. Il fumetto è pervaso dall’ironia dell’autrice che ci regala aneddoti tremendi in modo gustoso e ci ricorda che la vulva non sempre è stata oggetto di censura.

Il morso della reclusa

Si inizia su un’isoletta islandese, dove il commissario Adamsberg trascorre una vacanza lontano dalla sede parigina dell’Anticrimine. La calma prima della tempesta, che assume ancora una volta tratti animaleschi. Un gatto molto pigro, dei pesci morti, una coppia di merli, dei blaps, scaraffaggi che si nutrono di escrementi di ratti, un ragno impaurito – la reclusa – il cui morso necrotico può rivelarsi fatale. E che sta facendo un po’ troppe vittime ultimamente, scatenando lunghi dibattiti online tra i fautori della mutazione genetica dovuta al riscaldamento globale e quelli che incolpano i pesticidi.
Per cercare di tirare il filo, non basteranno al commissario Adamsberg la sua squadra, l’intuito e il dono di vedere nella nebbia, dovrà anche riesumare un antico trauma. Difficile dire di più senza dirne troppo .Se non che questo romanzo sguazza nelle acque torpide della violenza contro le donne e dei legami familiari, con tanto di dati, senza essere scontato. Un motivo in più per leggerlo.

#tubaconsiglia “Il morso della reclusa”, Fred Vargas

#tubaconsiglia Sarah ha letto
“Il morso della reclusa”, Fred Vargas, Einaudi, 20 euro.Si inizia su un’isoletta islandese, dove il commissario Adamsberg trascorre una vacanza lontano dalla sede parigina dell’Anticrimine. La calma prima della tempesta, che assume ancora una volta tratti animaleschi. Un gatto molto pigro, dei pesci morti, una coppia di merli, dei blaps, scaraffaggi che si nutrono di escrementi di ratti, un ragno impaurito – la reclusa – il cui morso necrotico può rivelarsi fatale. E che sta facendo un po’ troppe vittime ultimamente, scatenando lunghi dibattiti online tra i fautori della mutazione genetica dovuta al riscaldamento globale e quelli che incolpano i pesticidi.
Per cercare di tirare il filo, non basteranno al commissario Adamsberg la sua squadra, l’intuito e il dono di vedere nella nebbia, dovrà anche riesumare un antico trauma. Difficile dire di più senza dirne troppo .Se non che questo romanzo sguazza nelle acque torpide della violenza contro le donne e dei legami familiari, con tanto di dati, senza essere scontato. Un motivo in più per leggerlo.

 

22 febbraio Le Visionarie fantascienza fantasy e femminismo

Giovedì 22 Febbraio, ore 19:00
Presentazione dell’antologia VISIONARIE – FANTASCIENZA FANTASY E FEMMINISMO (
NERO Editions)

Insieme alle due coordinatrici dell’edzione italiana Veronica Raimo e Claudia Durastanti

Le visionarie raccoglie ventinove racconti che tratteggiano i contorni di un mondo di volta in volta futuristico, inquietante, onirico o semplicemente strano. Sono racconti che spaziano dalla fantascienza al fantasy, dall’horror alla weird fiction, scritti da donne che hanno fatto la storia e il presente della narrativa fantastica, e che incrociano gusto per l’invenzione di mondi altri e riflessione femminista. Il risultato è un caleidoscopio di storie immaginarie che, in maniera imprevista e mai ordinaria, legano letteratura di genere e letteratura sul genere.

Tra le visionarie che si alternano in questa antologia, troviamo tanto nomi classici come Ursula K. Le Guin e Angela Carter quanto nuove protagoniste della speculative fiction come Nnedi Okorafor, tanto firme storiche come Octavia E. Butler e Joanna Russ quanto figure inclassificabili come Leonora Carrington, tanto maestre del fantastico come Tanith Lee e Alice Bradley (in arte James Tiptree Jr.) quanto scrittrici ancora poco conosciute in Italia come l’argentina Angelica Gorodischer, la finlandese Leena Krohn e l’indiana Vandana Singh. A curare l’antologia, la coppia simbolo della rinascita weird anni 2000: Ann e Jeff VanderMeer. La prima, già direttrice della leggendaria rivista Weird Tales; il secondo, autore tra le altre cose della fortunata Trilogia dell’Area X.

L’edizione italiana del libro è stata coordinata da Claudia Durastanti e Veronica Raimo, che per tradurre i diversi racconti hanno chiamato a raccolta un gruppo di autrici, giornaliste e accademiche provenienti sia dal mondo della narrativa di genere che non: Emmanuela Carbé, Marta Maria Casetti, Gaja Cenciarelli, Silvia Costantino, Livia Franchini, Tiziana Mancinelli, Sara Marzullo, Francesca Matteoni, Oriana Palusci, Lorenza Pieri, Chiara Reali, Clara Miranda Scherffig, Nicoletta Vallorani, Cristina Verrienti.

Tuba vi porta a teatro a vedere Settimo cielo

Da oggi fino al 25 Febbraio Tuba vi porta a teatro! Dopo un percorso di avvicinamento alla grande drammaturga inglese Caryll Churchill finalmente possiamo vedere in scena una sua opera che porta temi a noi cari come il femminismo, il colonialismo, la sessualità e il punk 

Prenotatevi i biglietti che sennò finiscono a questa mail:
community@teatrodiroma.net, fate dei terzetti e usufruite della “PROMO TUBAAMOREA3” e pagherete 12 euro a biglietto!

SETTIMO CIELO
di Caryl Churchill
traduzione Riccardo Duranti
regia Giorgina Pi

con Marco Cavalcoli, Sylvia de Fanti, Tania Garribba, Lorenzo Parrotto,Aurora Peres, Alessandro Riceci, Marco Spiga
scene Giorgina Pi
costumi Gianluca Falaschi
musica, ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
luci Andrea Gallo
tecnico del suono Lorenzo Nez Danesin
realizzazione scene S.T. srls servizi tecnici e commerciali 

produzione Teatro di Roma in collaborazione con Sardegna Teatro, Angelo Mai/Bluemotion

Settimo Cielo è nell’ambito di Non Normale, Non Rassicurante. Progetto Caryl Churchill a cura di Paola Bono con Angelo Mai
con il sostegno di Teatro di Roma – Editoria & Spettacolo – SIL (Società italiana delle Letterate)
con la collaborazione di 369gradi – Tuba, libreria delle donne, bazar dei desideri –- Olinda onlus

Settimo Cielo è il capolavoro del 1979 di una delle più importanti penne del teatro mondiale, Caryl Churchill. Un viaggio tra le politiche del sesso vissuto da un gruppo familiare, prima catapultato nell’Africa coloniale di fine ottocento, poi a Londra alla fine degli anni ’70 – anche se per loro sono passati solo 25 anni. Mai rappresentato prima in Italia, ha il sapore di certe ambientazioni di Derek Jarman, l’impeto del movimento delle donne e degli omosessuali di quegli anni in Inghilterra, con Margaret Tatcher che proprio nel 1979 diventa Primo Ministro. Ha il fervore della ricerca di nuove forme che sostituissero l’immagine stereotipa della coppia e la famiglia, che ne rappresentassero le nuove istanze. L’intera vicenda è permeata da un tema: il desiderio e la necessità della sua aderenza con la vita. I personaggi vivono un tentativo di ridefinizione delle proprie identità, provano a superare i ruoli che gli sono stati assegnati, in un continuo parallelo tra oppressione coloniale e sessuale – ciò che Genet chiama “la mentalità coloniale o femminile della repressione interiorizzata”.

Immerso in una dimensione queer e punk Settimo Cielo deborda tra continenti e secoli, testimonianza di un’idea di vita stessa: essere quello che si vuole essere, non quello che si può. È il divenire postumano che modifica luoghi e relazioni.
L’Africa coloniale del primo atto è quella terra dei neri diventata una cartolina dei bianchi, col poco agio che comporta. Nei ruoli invertiti rispetto alle sessualità supposte (uomini interpretati da donne e viceversa) o al colore della pelle (neri interpretati da bianchi) – è il cross casting voluto da Caryl Churchill – risuona l’importazione inglese della cultura omofoba in Africa. L’erotica invenzione del selvaggio, le leggi punitive contro gli omosessuali che la Gran Bretagna impose nelle sue colonie e che ancora oggi dilaniano l’Uganda e altri paesi col carcere a vita per gay e lesbiche.

Un parco nel 1979 e un esploratore nel 1879 si trasfigurano in Brexit, nel Mediterraneo che affoga l’Africa, nel vecchio continente dilaniato dal proprio sentimento paternalista e dall’inganno eteronormato che lui stesso ha inventato, a partire proprio dal concetto di famiglia.
Quarant’anni dopo resta intatta l’ossessione di controllare i corpi, – violentemente e sempre – e altrettanto l’urgenza di difendere la libertà di vivere come si vuole e non come si può. Le politiche del sesso sono tornate centrali per sciogliere ingiustizie di classe e condizionamenti di vita inaccettabili e con esse le lotte delle donne e dei movimenti LGBTIQ. Il rapporto tra sesso e potere attraversa ancora i nostri giorni molto più di quello tra sesso ed espressione felice di sé e questo ci rende autori di quest’opera: del terzo atto, quello mai scritto.

Questo testo è costruito su una vertigine: sociale, artistica, intima, storica di cui resta oggi intatto lo slancio, la necessità di percorrere una battaglia anche camminando sul suo crinale.
Gli uomini e le donne di questa storia sono dei transfughi, nei secoli e nei luoghi. Soggettività escluse, “impreviste” – per dirla con Lonzi e Fanon-, che tentano tra un atto e l’altro un processo di liberazione dal colonialismo imposto sulle loro vite.
Settimo Cielo è un’opera di decolonizzazione che passa attraverso il teatro come strumento di rivolta. La sola cosa data è la presenza dell’attore e dell’attrice e la fisicità di queste vite per Caryl Churchill è impedenza all’infelicità e si nutre nell’intersezione delle loro differenze.
L’imprevedibilità spazio-temporale-sessuale è diaspora continua col realismo, è fioritura di regni.
Del resto, negli stessi anni, sempre a Londra, succede qualcosa di simile in Jubilee di Jarman. Ariel e la Regina Elisabetta piombano nella vita di un gruppo di punk, e ci appare chiara la potenza della rivoluzione del “non solo”. Non solo uomo, non solo donna, non solo lesbica, non solo gay. Non solo e di più. E ancora: non solo negro e non solo tutto ciò che dobbiamo oggi aggiungere con fermezza.

A vostro rischio e pericolo, buon Settimo Cielo.
Giorgina Pi

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orari spettacolo
ore 20.00
domenica ore 19.00
durata 2 ore con intervallo di 15′
lunedì riposo

Acquista il tuo biglietto!
– > https://goo.gl/YNd1M2

#TdR #TeatroIndia #SettimoCielo

14 febbraio Astronza e Eros

Mercoledi 14 febbrario dalle 20
Cabaret Astrologico Speciale Eros – tutto su Marte

San Valentino!! Come di sovente accade le feste cristiane stanno lì a coprire o riscoprire le festività pagane… Cosa si celebra veramente il giorno della festa degli innamorati?
Da wikipedia: I Lupercali (in latino: Lupercalia) erano una festività romana che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, mese purificatorio (dal 13 fino al 15 febbraio), in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco (in latino Lupercus), cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi.
Noi da Tuba in questo fatidico giorno andremo ad esplorare il significato di queste ricorrenze e di Marte nel nostro tema natale e nei transiti. Chi governa, come e cosa influenza, come si comporterà con noi e con gli altri in questo 2018… Come non parlar di sesso e di come e quanto ci piace…

3 febbraio ore 11.30 Incontro con Lea Melandri

Sabato 3 Febbraio, ore 11:30

Incontro con Lea Melandri e presentazione de’ “Alfabeto d’origine” (Neri Pozza).
Saranno con noi insieme all’autrice Maria Rosa Cutrufelli e Maria Luisa Boccia.
Sarà un’occasione per parlare e riflettere insieme.

Lea Melandri è una delle più autorevoli figure del femminismo italiano. Scrittrice, saggista e giornalista è autrice di testi teorici fondamentali come” L’infamia originaria”, “Come nasce il sogno d’amore”, “Amore e violenza”. E’ direttrice LUD Libera Università delle donne di Milano. Lavora sulla “scrittura dell’esperienza”, tema fondamentale di quest’ultimo libro e tiene dei corsi di scrittura in vari luoghi tra cui la Casa Internazionale delle Donne di Roma.