Aperitivo con filosofia

Mercoledì 6 Maggio ore 19.00

chiacchierando su Judith Butler, Gender e Third Wave

Se sei negli Stati Uniti e ti occupi di cose da noi considerate marginali come i Women e Gender Studies o addirittura bizzarre come i Gay and Lesbian Studies o, la Dea non voglia, la Queer Theory probabilmente sul tuo tavolo ci sarà un libro di Judith Butler.

In Italia no. In Italia Butler si aggira come uno spettro per le università e i centri di studio e come tutti gli spettri sta lì per tormentarci criticando molti “must” della riflessione femminista tradizionale come la distinzione tra sex e gender, la difesa della differenza sessuale, la valorizzazione del genere femminile o persino l’idea di una partecipazione politica basata sull’appartenenza ad un sesso.

Questi semi di critica stanno germogliando all’interno del movimento femminista soprattutto tra le

giovani donne della cosiddetta Third Wave – l’espressione usata nell’ambito dei Women Studies per designare una ipotetica terza odata dopo la prima suffragista, e la seconda, quella degli anni Settanta. Sono le giovani donne che preferiscono discutere di femminismi piuttosto che di femminismo, si incontrano nelle università e nei luoghi meno istituzionali del sapere, della politica e dell’informazione, come i collettivi, le associazioni, i centri antiviolenza, i movimenti di contestazione alle guerre e sperimentano forme nuove di comunicazione e incontro.

Da qui la domanda:

Perché Butler è l’autrice più popolare della Third Wave?

La serata inizierà con qualche considerazione introduttiva sulla filosofa, per chi ne fosse a digiuno.

Sarà di spunto alla discussione il libro Fare e disfare. Otto saggi a partire da Judith Butler a cura di Monica Pasquino e Sandra Plastina (Mimesis 2009, 16 euro). Dove si ragiona a partire dalle questioni e dai temi cari a Butler, come la differenza sessuale, il genere e la (etero-omo)sessualità, i limiti dell’etica, il rapporto tra politica, performance e psicoanalisi, la relazione tra linguaggio, assoggetamento e orizzonte simbolico.