Giallo

Cristina Cassar Scalia continua a raccontarci le avvincenti storia di Vanina Guarrasi, vice questore catanese. Circondata da una squadra mobile che la protegge continuamente si trova in questo romanzo a dover indagare per la morte di un Caruso che le sta tanto a cuore. Thomas infatti cercava di tirare fuori dai brutti giri donne maltrattate e adolescenti tossici. Tra una mangiata catanese e l’altra Vanina riesce anche questa volta a trasportarci nell’affascinante Catania, coccolata dal mare e dall’Etna. Un romanzo sempre avvincente. Se non avete letto i primi, fatelo perché Vanina vi appassionerà.

Come a casa di Daniela Schettini

Non c’è verso, la gente non sa comportarsi come si deve, in presenza di un non vedente, ma forse anche in generale, altrimenti non faremmo un uso smodato della parola inciviltà. E io non passerei per una persona cattiva, rabbiosa e troppo impulsiva. “Come a casa” è un libro godibilissimo, frutto di un’intelligenza vivace e pronta a cogliere molte sfumature. Ipercritica e lontana anni luce dall’ipocrisia, l’autrice sviscera le numerose disavventure capitatele tra ospedali, taxi guidati da tassisti folli e riunioni familiari con parenti poco inclini a comprendere alcuni problemi della vita. Da non vedente, mutilata e malata oncologica e con la schiena imbullonata, si avrebbe di che compatirsi a lungo, ma l’atteggiamento fiero e tenace permette a questa donna di trovare sempre gli anticorpi alla disperazione, soprattutto grazie alla frequentazione di un centro dove la disabilità e la malattia vengono accolte in modo naturale e spontaneo. L’ironia, gli scherzi mai volgari e l’esuberanza diventano i compagni più vicini per vivere una vita piena e ricca di sorprese. Contiene una anteprima audio letta da Silvia Gallerano.

Il bosco

“Sai cosa è un confine? Un confine non è niente, è un bordo, è un punto in cui si incontrano due tessuti, è un punto in cui la trama è esposta e si fa più sottile. Tu dimmi, vedi qualche differenza tra noi e quelli di là? C’è bisogno di tutte quelle sceneggiate, dei fucili a tracolla?” Mio padre era un pacifista ci dice Schatzi e nelle lunghe passeggiate che facevano insieme nei boschi sin da quando era piccola, cerca di farle amare il mondo intero fatto di tante lingue e culture. Soprattutto cerca di non farle avere paura di quelli di là, che sono slavi come lui ma con i coltelli tra i denti. E’ così che il libro entra nella Storia quella con la S maiuscola del 1984 quando insieme andranno a Sarajevo per assistere alle gare delle Olimpiadi invernali. È qui che Schatzi incontra Luka, nipote di un amico del padre, che in pochissime ore la fa innamorare della città e dei suoi boschi.
Luka le fa vivere e sentire fino in fondo cosa voglia dire appartenere a un luogo, sentirne le radici profonde, e allo stesso tempo percepirne la fragilità, il conflitto che cova sotto la terra, pronto a esplodere da un momento all’altro. Ma questo è ancora lontano i quesi giorni di  Olimpiadi quando ancora tutte le nazione gareggiano insieme, tante e diverse, senza confini. Poi arriva il 1993 e una sanguinosa guerra costringerà Sarajevo in un lungo assedio. Che fine avrà fatto Luka? Schatzi dalla pacifica Italia sente il bisogno di ritrovare Luka, di conoscerne il destino, e inizia a scrivergli lettere a cui il giovane Luka risponderà con gli occhi del testimone di orrore e morte in quella città che solo pochi anni prima era stata sotto gli occhi di tutti e che adesso è da tutti dimenticata. Poi arriva il 2015 quando Schatzi, ormai adulta e lontana da Trieste, migrata verso l’ovest, decide di tornare a Sarajevo per capire se Luka è ancora vivo. “È molto pericoloso non avere un’identità collettiva”. Tra i boschi delle Olimpiadi e delle passeggiate, hanno combattuto i giovani di Sarajevo, qualcuno è morto, uno, Dragan, è sopravvissuto perché conosceva quesi boschi più degli altri.

Memoir

Cristina Rivera Garza, L’invincibile estate di Liliana, SUR – €19

Il libro racconta la storia di un femminicidio, un memoir in cui l’autrice ricostruisce la vita della sorella, una storia personale ma terribilmente universale: quella di una giovane donna, brillante e determinata, che muove i primi passi in un mondo permeato dalla violenza di genere. Dal primo amore con un ragazzo affascinante ma geloso e possessivo, fino all’ultima meravigliosa estate, fatta di viaggi, emozioni e libertà mai sperimentate prima.
Rivera Garza affronta il lutto che l’ha cambiata per sempre, e che ancora oggi determina la persona che è e le cause per le quali si impegna a lottare ogni giorno.