14 dicembre Il mio nome è Amal

Giovedì 14 Dicembre ore 19:00
@Tuba
Presentazione del libro illustrato IL MIO NOME E’ AMAL
una storia palestinese, edizioni elementi KAIROS
Sarà presente l’autrice Erica Silvestri, Kairos e l’associazione BDS Italia

Erica Silvestri, romana, educatrice per formazione e illustratrice per passione.I suoi disegni raccontano di riferimenti culturali e sociali, di esperienze collettive vissute nel movimento dagli anni 90, di suggestioni e di incontri internazionali, di lotte e rivendicazioni degli uomini e delle donne invisibili e ribelli, dall’Italia di Genova 2001 alla Val Susa, dal Chiapas all’Egitto, dalla Palestina al Paese Basco. “Il mio nome è Amal, una storia palestinese” a cura di Kairos, è il suo primo libro di cui è autrice e illustratrice.

@kairos, rete editoriale autonoma e non solo; immagine viva nell’agire di nodi ed elementi, percorso politico culturale radicato nel principio dell’autorealizzazione solidale, espresso in forme di lavoro collettivo.
Precedentemente ha pubblicato “Fiabe resistenti-Racconti del sub comandante Marcos” “Prossima fermata- Una storia per Renato” “Cielito Rebelde” “Carlos Aguirre Rojas: EZLN e movimenti dal basso”.

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all’appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.
Il movimento BDS sostiene la parità di diritti per tutte e tutti e perciò si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa.

Giovedi 15 maggio: Palestine from my eyes

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Giovedi in occasione della Nakba (catastrofe) palestinese siamo liete di avere a via del pigneto 39a Shahd Abusalama che presenta Palestine from my eyes. A partire dalle 19.

Shahd Abusalama, giovane artista palestinese di Gaza, cura da tre anni il blog in lingua inglese Palestine from my eyes, in cui racconta la sua vita quotidiana, la storia della sua famiglia di rifugiati, di suo padre prigioniero, la paura e la resistenza sotto gli attacchi di Israele, le lotte dei prigionieri politici palestinesi. Una testimonianza diretta da una realtà, quella di Gaza sotto assedio, raccontata quasi sempre dall’esterno.

Sin da piccola, iniziai a disegnare la Palestina dai miei occhi, assediata dal filo spinato, i polsi ammanettati, i bambini dei campi profughi che tenevano la chiave del ritorno e gli occhi pieni di lacrime con la speranza della pace. Iniziai a scrivere all’età di 17 anni, dopo i 22 giorni di massacro commesso dall’esercito di Israele contro il nostro popolo nel 2008-2009. Avevo la terribile sensazione di essere isolata dal resto del mondo. Volevo combattere l’ignoranza che disumanizzava me e il popolo palestinese. Usai la lingua inglese per tradurre il dolore, la resistenza e l’umanità del mio popolo al resto del mondo, per far ascoltare la sua voce soffocata.
Io sono una dei fortunati. Sono una palestinese che non è più senza voce.


Shahd Abusalama è nata nel 1991 nel campo profughi di Jabalia nella striscia di Gaza, Palestina. È originaria del villaggio di Beit Jirja dove i suoi nonni subirono la pulizia etnica nel 1948. Laureata in Letteratura inglese, cura dal 2010 il blog Palestine from My Eyes e collabora con il sito di approfondimento Electronic Intifada. Ha partecipato con i suoi disegni a mostre locali e internazionali. Suo padre è stato prigioniero nelle carceri israeliane per 15 anni e questo è stato il principale motivo ispiratore per il suo lavoro contro le ingiustizie subite dal suo popolo.

Quante novità in libreria!

Elena Ferrante “Storia di chi fugge e di chi resta” E/O

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Laurie Penny “Meat Market. Carne femminile sul banco del capitalismo” Settenove

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Suad Amiry “Golda ha dormito qui” Feltrinelli

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Carola Susani “Miti romani” Nuova Frontiera Junior

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Goliarda Sapienza “La mia parte di gioia” Einaudi

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