Recensione di Cristina
L’animale femmina di Emanuela Canepa – Einaudi € 17,50

L’incontro a Padova tra un anziano avvocato e una studente fuorisede sarà occasione per l’autrice di andare ad indagare l’animo e i comportamenti femminili. I luoghi comuni sulle donne, il loro apparire, i giudizi maschili. Questo di Emanuela Canepa è un libro molto particolare perchè fatto di lunghi dialoghi indagatori e misogini sulle donne a cui però l’autrice riesce ad affiancare una storia d’amore del vecchio avvocato tramite la quale la protagonista potrà affrancarsi dalla sottomissione e sciogliere delle insicurezze.
L’animale femmina, ha vinto il XXX edizione del Premio Calvino – concorso letterario dedicato agli scrittori emergenti. Si legge nelle motivazioni della giuria, è “un romanzo compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua, che mette in campo uno spiazzante gioco di seduzione senza sesso e che, pur attento alla psicologia maschile, dà in particolare voce, con stringente analitica, alla forza carsica del femminile”.

Recensione di Viola

Da Grande (Giuntina 15 e) di Jami Attenberg, trad. a cura di Viola Di Grado

Questo romanzo diella Attenberg (il suo quinto) è tutto narrato in prima persona dalla protagonista, Andrea Bern, attraverso dei
racconti/capitoli brevi che ne descrivono alcuni momenti della sua vita non necessariamente conseguenziali nel tempo. La cifra narrativa è
quella dell’oscillazione: l’agire di Andrea nel mondo del lavoro e delle relazioni a New York, da una parte, e l’interiorità di Andrea, che non
riesce pienamente a vivere ciò che agisce: che non riesce quindi a calzare pienamente le scarpe del “diventare grande”. Ma esiste un
momento in cui ci si realizza davvero “da Grande”? A volte sembra essere questa la domanda che sottende tutto il romanzo e che trova delle
risposte assolutamente parziali e frammentate. La cui cifra stilistica delle frasi brevi e i capitoli che si rincorrono senza una logica
temporale sembrano esserne le spie. Un libro che corre veloce, che non lascia troppo tempo alle pause, che ti divora perché rapidamente
pretende una identificazione e un’adesione nella lettrice nei confronti della protagonista. Ci si ritrova quindi a empatizzare con le emozioni
di Andrea, ma anche a empatizzare con quelle parti di sé simili ad Andrea, che non sempre riesce ad Essere.
La forza di questo romanzo è innegabile e sta anche nella traduzione di Viola Di Grado: una traduzione che immediatamente fa dimenticare di sé.
Un buon romanzo per l’estate, per fare i conti con l’età adulta.

Recensione di Cristina

Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli – Rizzoli € 15

Che succede se un giorno torni a casa e trovi tuo padre nelle braccia di una sua studente? E’ quello che scoprirà Michele, la cui vita da giovane adolescente modello, cambierà proprio in seguito a questa scoperta. Un bellissimo libro sull’età della pubertà. Sui legami forti con i nonni, in particolare con nonno Dino, partigiano, iscritto all’ANPI che ora ha l’Alzhaimer e che torna alla realtà solo cantando Bella ciao, sui genitori che sono persone prima di essere genitori ed hanno un rapporto tra loro a prescindere dai figli. E sull’amore per la complicata Vera, che lo porterà a scoprire i suoi segreti, alcuni molto brutti. Un libro sul protagonismo dei più piccoli che spesso si trovano a subire le decisioni degli adulti, ma alcune volte, come questa di Michele, riescono anche ad essere intraprendenti e con degli ideali.
È questa la bravura di Lorenza Ghinelli: dipingere storie irripetibili e insieme universali. I dialoghi tra Michele e i suoi genitori mettono a disagio chi li legge, il rapporto tra il nipote con il nonno malato commuove fin quasi alle lacrime, la scena nella casa sull’albero trasmette una tensione fortissima. E se quando si scrive di un romanzo si deve per necessità parlare di ciò che ne emerge, il merito di Ghinelli consiste proprio – al contrario – nel non concedere mai spazio alla teoria. Non ci sono tesi sulla famiglia, sui ragazzi, sul dolore. C’è, piuttosto, la poesia di righe che sembrano versi, capaci di scolpirsi nella memoria di chi legge lasciandovi un marchio. Quello che si dovrebbe sperare sempre, arrivati all’ultima pagina di un romanzo“. (Alessandra Penna)

Recensione di Cristina

Sabbia nera di Cristina Cassar Scalia – Einaudi € 19

La Sicilia non può che continuare ad essere terra di mistero e ambientazioni noir. La protagonista è una vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La città è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, quando nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Ed è così che la vicequestore si troverà ad indagare su un duplice omicidio avvenuto ormai più di 50 fa. Bellissimo romanzo, avvincente e scritto benissimo, se non fosse per l’attribuzione degli articoli ai mestieri femminili. Sono tutti al maschile, compreso avvocato, riferito alla migliore amica di Vanina. E’ molto fastidioso questo non riconoscimento dell’evoluzione della lingua italiana sulle professioni che anche l’Accademia della crusca ha ormai riconosciuto si possono declinare al femminile. Peccato!!! Speriamo nel prossimo lavoro.

Recensione di Cristina

1977. Quando il femminismo entrò in TV di Loredana Cornero – Harpo € 15

Nel 1977 il movimento femminista italiano era al suo apice, non soltanto riempiendo e dominando le piazze, ma anche riappropriandosi dei mezzi di informazione. Ed è con questa forza che, proprio nel 1977, riesce ad entrare anche in televisione e precisamente sulla rete 2 della RAI con il programma Si dice donna. Tutto inizia con l’incontro tra il direttore di rete all’epoca Massimo Fichera e l’unica capostruttura donna in Rai Marina Tartara. Come regista e conduttrice viene scelta Tilde Capomazza, nella redazione giornaliste di ‘Noi donne’ e di ‘Effe’, storiche del femminismo, responsabili di associazioni, creatrici di riviste di filosofia delle donne, dirigenti dell’Udi, giovani donne che in seguito saranno chiamate a ricoprire ruoli istituzionali, culturali e politici. Una redazione di donne unita dalla comune attiva partecipazione al movimento femminista. E per quattro anni, fino al 1981, Si dice donna sarà proprio la voce del movimento femminista in Tv. Loredana Cornero, ricostruisce questa storia sotto forma di racconti personali delle protagoniste. Ne escono le problematiche solite, poche donne tecniche che possano far si che tutto il programma sia esclusivamente femminile, discussioni su come vestirsi o come condurre o su quale forma televisiva si avvicina più alle donne. I temi trattati sono tantissimi, da quelli culturali, filosofici, poetici a quelli politici alle inchieste sul lavoro nero, alla questione in quegli anni dirompente come l’approvazione della legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza. E sarà proprio su questo argomento che nel 1981 la trasmissione, dopo mesi travagliati, verrà interrotta. L’italia e la politica stanno cambiando e le donne come spesso accadono devono uscire dalla sfera pubblica per tornare a quella privata. Bellissimo e importante libro di Loredana Cornero che mette un altro tassello per quella storia del protagonismo delle donne e del femminismo che spesso rimane in sordina.

Qui il saluto di Tilde Capomazza per la chiusura della trasmissione
http://www.teche.rai.it/2018/03/tilde-capomazza/

Recensione di Viola

 

Dolore Minimo – GIOVANNA CRISTINA VIVINETTO
Interlinea 12€

con la presentazione di Dacia Maraini

Una raccolta d’esordio bellissima di una poeta, Giovanna Cristina Vivinetto, del 1994. Il libro, diviso in tre sezioni principali (cespugli di infanzia, la traccia del passaggio e dolore minimo ), esplora attraverso le liriche la grande questione del diventare una Persona. Le fatiche, i dolori “minimi” e  le rinascite all’interno del movimento perpetuo della ricerca della propria identità. Una identità (anche lirica) che si costruisce (e decostruisce) a partire dall’esperienza della transizione, raccontata con una  grande autenticità e verità dell’esperienza del corpo e della mente, e a muoversi intorno al tema del mutamento: uno sguardo a una se stessa bambina, a una se stessa natura, figlia e madre. Nei versi avanza l’ipotesi vitale  di essere “madri di se stesse” (cit. Dacia Maraini) attraverso i passaggi dall’infanzia all’adolescenza.

“[…] Divenni indovina, un’altra Tiresia.
Praticai l’arte della veggenza,
mi feci maga, strega, donna
e mi arresi al bisiglio del corpo
– cedetti alla sua femminea seduzione.

Fu allora che mia madre
si perpetuò in me, mi rese figlia cadetta del mio tempo,
in cui si può vedere bene a patto
che si vaghi in tondo, ciechi
– che si celi, proprio come Tiresia,
un mistero che non si può dire.”

I versi, anche formalmente elaborati, non lasciano spazio a parole non ponderate. Parole che scavano nel corpo e nelle emozioni anche della lettrice, che così ritrova – e perde continuamente – quella sè più piccola, più grande, più figlia e madre, più libera e autentica. Grazie a Giovanna Cristina Vivinetto che della sua esperienza individuale ha saputo trarne un’opera poetica di altissimo livello, incisiva e vera anche per le sue lettrici. Curatissima anche la scelta dei versi usati in esergo alle sezioni poetiche. Fra tutte spiccano le parole di Adrienn Rich:

“Non è il déjà vu che uccide
è la preveggenza,
la testa che parla dal
cratere.”

I consigli di Tuba per un natale da urla di piacere !

Ecco dieci suggerimenti del bazar dei desideri per un Natale da urlo.


Se vieni a trovarci in via del Pigneto 39a, avrai l’occasione di scoprire che da Tuba ti aspetta un inverno caldo e divertente.

Se ci sono brividi, che siano di piacere!

 

Scaldiamo l’atmosfera

Massage candle

Per un massaggio da urlo ci sono le candele profumate. Aspettate pazientemente che si sciolgano prima di spalmarle con lentezza per riscaldare le notti più fredde dell’inverno.

 

Collare

Un accessorio di cui non si può fare a meno. La sua linea semplice coniuga l’eleganza del nero alla bellezza dell’acciaio. Per essere irresistibile.

 

 

Manette

Le manette che hai sempre sognato, eleganti ma soprattutto resistenti! La loro catena in metallo dotata di moschettoni e fibbie regolabili le rende l’accessorio ideale per giocare sul serio.

 

Clitoridea!

Sona

Con Sona il piacere si declina in onde intense e goduriose. Non più semplici vibrazioni quindi ma onde soniche, concentrate sulla clitoride (ma anche sui capezzoli o altre parti del corpo). Detta così fa un po’ ridere, ma questo vibratore che si può interamente immergere nell’acqua, garantisce sensazioni stupende!

 

 

Mini vibe

Un mini vibratore in stile manga per stimolare la clitoride. Liscio, questo giocattolo colorato dotato di un motore a una velocità è leggero e maneggevole e starà sempre con voi e vi farà vedere l’arcobaleno.

 

 

Bay

Bay è un’onda di calore, il soffice silicone si adatta perfettamente alla clitoride e alle labbra che vengono stimolate da intense vibrazioni. 12 velocità indimenticabili!

 

 

Anello vibrante 

Per dare un tocco vibrante ai vostri amplessi, questo anello morbido ed elastico vi sorprenderà con la sua linguetta che stimola la clitoride con ben cinque vibrazioni diverse,e  vi regalerà orgasmi più intensi. Si può usare anche sotto la doccia o nella vasca.

 

Esplorazioni

Mr deep

Un regalo perfetto per amant* del piacere anale! Comodo, ergonomico e facile da usare. Ottimo rapporto qualità/prezzo/godimento. Perfetto per un natale vibrante, una primavera eccitante, un’estate avvolgente e un autunno da riscaldare…Da accompagnare con la Guida al piacere anale per lei (edizioni Odoya,18 euro). Il volume scritto da Tristan Taormino e tradotto da Valentine aka Fluida Wolf è un invito a giocare e a scoprire con esercizi pratici e suggerimenti come stimolare questa zona erogena troppo spesso trascurata.

 

Captain Peak

Un giocattolo versatile con il quale indugiare sulla clitoride prima di andare a stuzzicare la zona del punto G. Regalatevi una carica di piacere.

 

 

 

Strap-on

Uno strap-on comodo e semplice da usare nei momenti più intensi per sperimentare un piacere profondo.

 

 

 

B wild classic

Una linea di vibratori con doppia stimolazione vaginale e clitoridea, maneggevoli e facili da usare. Per riscaldare le fredde giornate invernale niente meglio che orgasmi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Strap-on

Uno strap-on comodo e semplice da usare nei momenti più intensi per sperimentare il piacere a due e un’intesa profonda.



Anello vibrante

Per dare un tocco vibrante ai vostri amplessi, questo anello morbido ed elastico vi sorprenderà con la sua linguetta che stimola la clitoride durante la penetrazione con ben cinque vibrazioni diverse,e  vi regalerà orgasmi più intensi. Si può usare anche sotto la doccia o nella vasca.

 

Feste a fumetti: i consigli di Tuba, libreria di donne

 

Liv Strömquist, Il frutto della conoscenza

Fandango edizioni – 18 €
Letto da Sarah
 

Il frutto della conoscenza è un fumetto godurioso, da leggere per tanti motivi. Innanzitutto perché si tratta di un’opera intelligente e divertente, dedicata a un argomento appassionante ma troppo spesso trascurato: la fica.
Strömquist, fumettista e femminista svedese, ci regala un volume atipico e necessario in cui racconta come secoli di patriarcato abbiano condizionato la sessualità delle donne e influito sulla costruzione di un sapere sul sesso e sul piacere, sempre in chiave eteronormativa.
Il libro è diviso in capitoli che approfondiscono, in una prospettiva storica, temi come l’orgasmo, le mestruazioni o la misconoscenza della clitoride. Un vero e proprio manuale adatto a tutte le età, dall’adolescenza in su. Il lavoro  di Strömquist, che cita accuratamente le sue fonti ed è corredato da una bibliografia, decostruisce pregiudizi e stereotipi.
Le tavole alternano il bianco e nero al colore, lasciando tanto spazio al testo, quasi a significare quanto la mente abbia invaso lo spazio del corpo. Il fumetto è pervaso dall’ironia dell’autrice che ci regala aneddoti tremendi in modo gustoso e ci ricorda che la vulva non sempre è stata oggetto di censura.

 

Rita Petruccioli -Giovanni Masi, Frantumi

Bao edizioni – 18 €
Letto da Viola

Ha senso rimettere pezzi di sé al loro posto nei buchi lasciati sul corpo? Ha senso fare domande sul passato? Cosa ci manda letteralmente in pezzi? Esiste un tempo e un luogo sospeso in cui darsi la possibilità di riacquistare una interezza tale da affrontare la vita, i suoi dolori, le sue passioni, i suoi colpi? Frantumi è tutto questo. Un’opera disegnata magistralmente da Rita Petruccioli, che esordisce così con la sua prima storia lunga, che tra colori e tratti netti riesce a esprimere esattamente il senso della sceneggiatura  di Giovanni Masi, che racconta i frantumi in dialoghi essenziali senza mai perdersi nella vacuità della non narrazione. I personaggi rimangono attaccati addosso, con una mia particolare predilezione verso Laila, eroina in occhiali da sole, ferita e coraggiosa.

 

Lou Lubie, La mia ciclotimia ha la coda rossa,

ComicOut – 17,90 
Letto da Sarah

“Le etichette sono un peso terribile perché ti feriscono, ti stigmatizzano. Ma al contempo ti definiscono, ti aprono delle possibilità”.

La fumettista francese Lou Lubie ci racconta con questo graphic novel dal tratto semplice e simbolico un percorso lungo sette anni per arrivare alla diagnosi della sua ciclotimia e imparare a conviverci. Con un espediente geniale Lou Lubie dà alla sua malattia i tratti di una volpe mutevole, e ci regala delle bellissime tavole in bicromia (nero e arancione), nonché un’introduzione alla ciclotimia, un disturbo bipolare ancora poco conosciuto. Un vero e proprio saggio di divulgazione scientifica, accessibile a tutti i lettori grazie ad aneddoti autobiografici ed umorismo. Il tono di questa avventura, a tratti drammatica, è infatti sempre ludico e auto-ironico permettendo così a tutti di poterlo apprezzare.

 

Julie Maroh, Corpi sonori,

Panini 9L, 24

Letto da Sarah

Non siamo una minoranza, siamo le alternative Perché tante sono i tipi di relazioni quanti se ne possono immaginare”.

Dopo City&Gender, la fumettista francese Julie Maroh torna con un bellissimo fumetto ambientato a Montréal. Ventuno racconti che compongono un ritratto dell’amore versione queer. Troppie, poliamorosi e non, anziani e giovani, persone di origini diverse e diverse abilità, trans, androgini si ritrovano alle prese con storie d’amore o di sesso. I bellissimi disegni sono in bianco e nero, lo sfondo seppia o blu cambia con le stagioni, a volte i tratti sono sfocati come i generi, a volte si fanno più precisi, ci traghettano in questo viaggio dove i corpi si desiderano ed esplorano possibili che raramente ritroviamo nelle pagine dei libri. Da leggere assolutamente.

 

Stupor Mundi, Neijib,

Coconino Press, 22

Letto da Sarah

Stupor Mundi è un fumetto ambientato nelle Puglie di Federico II all’inizio del tredicesimo secolo. In questa cornice storica in cui si mescolano fatti e finzione, Neijib ci racconta la storia di Annibale Qassim El Battuti, uno scienziato arabo in fuga dalla propria terra e pronto a tutto per portare a compimento le sue ricerche. Sotto la critica feroce dell’oscurantismo si cela anche una critica dell’egoismo di chi porta avanti la propria missione creatrice, a discapito di tutto il resto. Non è dato sapere dove finisce il vero e dove inizia il falso in questa narrazione per immagini ma forse è quello che rende questo racconto così affascinante. Il disegno abbozzato e i colori semplici, potenziano le emozioni e denunciano un potere arrogante e pervasivo. La vera protagonista di questo fumetto è Houdê, la figlia di Annibale, una bambina colta e intelligente che compie un viaggio a ritroso nella propria mente che si rivelerà essenziale.

I libri da regalare secondo Tuba, libreria di donne a Roma

Arundhati Roy, Il ministero della suprema felicità
Guanda – 19 €
Letto da Cristina

Finalmente Arundhati Roy torna in libreria dopo 20 anni dal Il Dio delle piccole cose con un romanzo complicato, intrigato e profondo. E lo fa prendendo parola su tutto quello che sta succedendo in questo momento in India, dal dibattito sulle caste, alla guerra d’indipendenza del Kashmir, al clima prima dell’elezione del primo ministro Narendra Modi, alle multinazionali che stanno mangiando l’India e distruggendo le sue bellezze, al sanguinoso rapporto induisti/musulmani, alle discriminazioni di genere. Ci mette tutto dentro, come se non ci fosse un domani. Protagonista è l’hijra musulmana Anjum, che nascendo ermafrodito decide di lasciare la famiglia che la voleva uomo per crescere donna in una comune. Ma a Anjum oltre al corpo le sta stretta anche la comune, decide così di uscire fuori e di vivere New Dehli con i reietti come lei, gli intoccabili. La scoperta di una bambina abbandonata la porterà a conoscere Tilottama e la sua storia d’amore per due uomini. Ma sopratttuto  la lotta, la resistenza ma anche le torture subite per la guerra in Kashmir, molto presente in questo romanzo di Arundhati Roy. Bisogna avere pazienza per leggere Il mistero della suprema felicità, immagino come per vivere in India. Lentezza e pazienza per arrivare fino in fondo e scoprire quanto la felicità sia delle piccole cose che difficilmente i regnanti possono capire ma che i reietti possono invece costruire. Così Anjum cercherà di realizzare in un cimitero una piccola convivenza tra i vivi e i morti, come se solo da questa unione si possa realizzare il Ministero della suprema felicità.

 

Francesca Melandri, Sangue Giusto
Rizzoli – 20 €
Letto da Barbara P.

“Sono le nostre frontiere. Quelle che abbiamo fatto finta di togliere….Ora sono i CIE la frontiera d’Europa. I bastioni della nostra identità. Di noi che godiamo dello Stato di diritto e mica siamo nazisti….Però, guarda un po’, nei CIE non ci finisci se commetti un reato, ci finisci per quello che sei. Perché sei un clandestino”

In questo nuovo bellissimo romanzo Francesca Melandri svela gli scheletri nell’armadio di una famiglia benestante romana e fa luce sul passato rimosso di un paese intero, il nostro: “Tutto è a disposizione, nulla è segreto… basta cercare”.
Una trama strutturata, avvincente e complessa, attraverso la quale l’autrice riassume quasi un secolo di storia italiana: la retorica fascista del “posto al sole” e l’occupazione in Etiopia, gli stupri di massa, i gas, la guerra, e poi la malacooperazione fatta di scandali e affarismo, Tangentopoli, i governi Berlusconi, per finire con le traversate del Mediterraneo, che separano i CIE nostrani dai lager libici.
Pagine coinvolgenti, cariche di umanità, in cui si alternano passato e presente, personale e politico.
Uno sguardo di genere attento, consapevole del fatto che, in ogni guerra, il primo trofeo è sempre rappresentato dai corpi delle donne.
La scrittura lucida, mai noiosa, che interroga chi legge e denuncia le complicità e i legami tra colonialismo storico e migrazioni attuali. Una storia che ci riguarda tutte e tutti, anche se godiamo dello stesso privilegio della voce narrante, bianca, benestante e nata con il sangue giusto.

 

 

Alessandra Sarchi, La notte ha la mia voce,
Einaudi -16,5 €
Letto da Barbara P.

Siamo corpi desideranti, siamo neuroni a specchio, siamo dolore, siamo Aria, Terra, Acqua mescolati dal Fuoco della poesia, delle relazioni, dell’arte.

La scrittura di Alessandra Sarchi riesce a danzare la vita.

 

 

 

 

Rebecca Solnit, Gli uomini mi spiegano le cose
Ponte alle Grazie –14,5 €
Letto da Barbara P.

La sopraffazione non passa solo per la violenza fisica, l’umiliazione, la dipendenza economica, ma anche da meccanismi più semplici, da comportamenti più sottili e socialmente accettati da tutti. La violenza sulle donne comincia anche da una conversazione dove le donne vengono messe a tacere.

Una raccolta di articoli – scritti tra il 2008 e il 2014- semplici, chiari, documentati, nei quali l’autrice tocca vari temi legati alla disparità tra i generi: il potere maschile, la violenza degli uomini contro le donne, il femminismo.
Illuminante e divertente l’articolo sul mansplaining ossia l’atteggiamento tracotante, paternalistico e saccente che gli uomini troppo spesso assumono nelle conversazioni con le donne, anche quando l’interlocutrice è palesemente più competente di loro.
Una scrittura elegante che denuncia tutte le forme di sopraffazione maschile, dal subdolo e imbarazzante mansplaining, appunto, ai femminicidi negli USA, di cui fornisce dati e statistiche.
Un libro che stimola le donne a non dubitare di se stesse, ad uscire dal silenzio e a sostenersi l’un l’altra.

 

Silvia Bencivelli, Le mie amiche streghe
Einaudi- 17 €
Letto da Brina

Alice è una fervente credente nelle ragioni della scienza che si scontra con le sue amiche di sempre e le loro manie da streghe: oroscopo, riti, strane credenze. In una lenta estate l’attesa di due eventi importanti la porteranno a smontare le false credenze una ad una con rigor di logica e ragione storica e al contempo a scoprire la parte di sé che ha bisogno di magia. Un libro colto e ironico per ragionare sul nostro rapporto con la scienza, la salute e la malattia. Silvia Bencivelli è una giornalista scientifica laureata in medicina.

 

 

Marta Zura Puntaroni, Grande Era Onirica
Minimum Fax – 16 €
Letto da Barbara P.

Un romanzo d’esordio senza filtri nel quale la protagonista trova le parole per mettersi a nudo e narrare la sofferenza di chi conosce il disagio, il malessere e la depressione.
Un’esistenza scandita dalle grandi ere oniriche, che proprio come le ere geologiche, hanno un nome: quello delle sostanze e delle dipendenze che le caratterizzano. Una narrazione lucida e onesta che rifugge il moralismo ma anche l’autocommiserazione. Insieme alla meravigliosa capacità di parlare di sessualità in maniera cruda e coraggiosa.

 

 

Rosa Mordenti, Al centro di una città antichissima,
Edizioni Alegre – 10 €
Letto da Barbara P.

Rosa Mordenti riesce a raccontare l’indicibile con la tenerezza di una bambina ormai adulta che, nonostante tutto, mai ha smesso di cercare i propri nonni. La Resistenza romana da un punto di vista inedito e tutto umano. La storia di una famiglia paranormale, come molte altre. Bellissimo.

 

 

Antonella Lattanzi, Una storia nera
Mondadori  – 18 €
Letto da Barbara P.

“Una storia nera” ti si appiccica addosso, come l’afa agostana di Roma, opprimente e soffocante, come l’aria che si respira in ogni pagina. Un romanzo sulla famiglia che invischia chi legge perché riesce a mettere al centro proprio le relazioni danneggiate e morbose che intossicano l’ esistenza e che si trasmettono, come un’eredità scomoda e non reclamata, di generazione in generazione.
Dopo Devozione, un nuovo bellissimo libro di Antonella Lattanzi sulla dipendenza e sulla violenza che da essa può scaturire.

 

 

Donatella Di Pietrantonio, L’Arminuta,
Einaudi – 17,5 €
Letto da Barbara P.

L’Arminuta (la ritornata, in dialetto abruzzese) viene restituita – all’età di 13 anni – alla sua famiglia di sangue dalla famiglia che, fino ad allora, l’aveva allevata. E si ritrova così, nel pieno dell’adolescenza, a vivere un trauma doloroso di cui non conosce le cause scatenanti.
La lingua è segno e metafora dello straniamento: educata in una famiglia di città che parla un italiano corretto, tra lezioni di danza e piano, l’Arminuta viene scaraventata nel mondo ignoto della campagna, della povertà e del dialetto.
Un romanzo meraviglia, una prosa lucida e tagliente; se è necessario capire da dove si viene per costruire la propria identità è altrettanto importante imparare a riconoscere la cura e le relazioni umane salvifiche.

 

Kate Tempest, Le buone intenzioni
Frassinelli – 18.50 €
Letto da Viola

La giovane autrice, poeta, drammaturga e rapper, esordisce con questo potentissimo romanzo – le buone intenzioni. Due ragazze ed un ragazzo scappano da Londra. Scappano dalle loro vite e da una metropoli che “ti arriva nelle ossa” e che puoi solo lasciarti alle spalle. Scappano verso il futuro ma, come spesso accade, solo con lo sguardo avanti si può iniziare a ricostruire pezzo per pezzo la trama della vita e delle relazioni che la intercorrono. Sono giovani, anche se già “consumati”, possono ancora fare in tempo a cambiare, possono ancora reindirizzare le loro esistenze. Queste sono le buone intenzioni che possono avverarsi o no. Tempest raccontando le emozioni, i disastri e le colpe di tre personaggi giovani, ci dice, anzi ci urla, qualcosa di drammatico del nostro tempo e della nostra società ridotta ad un cumulo di mattoni che neanche le buone intenzioni a volte possono rimettere in sesto. Una scrittura che non cede mai alla tentazione di essere troppo frammentata, che non si autocompiace in fronzoli inutili, che va al cuore. Diritta.

 

 

Kate Tempest, Let them eat chaos
E/O –  14 €
Letto da Barbara P.

Sette persone insonni in una Londra Fortezza che, metafora dell’Europa tutta, fagocita desideri, speranze e vite all’insegna del profitto neoliberista.
C’è qualcuno sveglio? C’è ancora speranza?
Questo poema è stato scritto per essere letto ad alta voce, è il sottotitolo.

Poor kids shot dead
Poor Kids locked up,
poor kids saying
this is the future you left us?

…….
Thinking we’re engaged
when we’re pacified
Staring at the screen
We don’t have to see the planet die

 

 

 

Dacia Maraini, Tre donne 
Rizzoli – 18 €
Letto da Cristina

Il tema potrebbe risultare quasi banale. Tre generazioni di donne che vivono insieme ma in modo completamente diverso. Si studiano, si osservano, si criticano, si amano. E lo fanno nel più classico dei modi. Maria scrivendo delle lettere al suo fidanzato in Francia, la figlia Lori annotando tutto nel suo diario segreto e la nonna Gesuina registrando la voce su un vecchio apparecchio. Tuttavia la banalità del plot viene superata dalla maestria della scrittura di Dacia Maraini che anche in questo romanzo si conferma una grande conoscitrice del profondo essere delle donne, delle loro dinamiche, dei loro amori e fragilità. Tanto Gesuina, più di sessant’anni e un’instancabile curiosità per il gioco dell’amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta. Sarà l’arrivo di un uomo a rompere l’equilibrio di queste tre vite, unite ma parallele e che dovranno per forza parlarsi, incontrarsi, confrontarsi.

 

 

Laja Jufresa, Umami
Sur Edizioni – € 16,5
Letto da Barbara P.

Ho scoperto l’esistenza di un quinto sapore, umami, grazie alle parole della scrittrice messicana Laia Jufresa, pubblicata in Italia da edizioni sur.
Un romanzo che, raccogliendo l’eredità e la visione del mondo precolombiana, tiene insieme le contraddizioni della vita e del Messico: i lutti e la voglia di vivere, la curiosità bambina e la violenza. Originale, intimo e poetico: da leggere.

 

 

Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti, Libere tutte. Dall’aborto al velo, donne nel nuovo millennio
Minimum Fax – 15 €
Letto da Brina

Libere tutte affronta il tema della libertà delle donne e in particolare dell’uso del corpo “nella sua espressività sessuale o nella capacità riproduttiva”: maternità, riproduzione, famiglia, lavoro sessuale, velo. Riportando il dibattito intorno alle questioni in cui si ripropone la relazione tra scelta individuale, contesto sociale e senso condiviso. Il libro si muove a partire da un presente in cui le conquiste femministe, la minaccia a queste conquiste incombenti (pensiamo alle dichiarazioni di Trump appena eletto) e i modi di vita, mai così liberi come oggi, configurano un tempo in cui le spinte, gli arresti e le contraddizioni delineano un panorama nuovo in cui è difficile collocarsi. Questo libro funziona da bussola, ricostruisce, smitizza, relativizza e traccia la strada attraverso la quale stabilire le coordinate di questo presente, un tempo che le autrici chiamano “non lineare”.

 

 

La violenza contro le donne nella storia a cura di Simona Feci e Laura Schettini
Viella Edizioni – 27 €
Letto da Cristina

La violenza contro le donne nella storia è un libro che ci voleva. Troppo spesso sui media leggiamo o sentiamo che i maltrattamenti, la violenza contro le donne, i femminicidi sono casi isolati, gesto di un marito geloso o di un amante ubriaco. Questo libro ci riporta alle origini della violenza: essa è strutturale ed ha radici storiche ben precise. Le curatrici Simona Feci e Laura Schettini hanno intelligentemente messo in fila testi che ricostruiscono almeno sei secoli di violenza contro le donne, dal XV al XXI, attraverso le sentenze dei Tribunale. Dalla violenza di genere a Bologna in età moderna, alle bambine in tribunale a Firenze nell’800, ai conflitti familiari nelle Sicilia postunitaria, capitoli che ripercorrono l’origine dello ius corrigendi in ambito familiare, della parola stupro e del poliziotto paciere. Capitoli che scorrono bene in aule di tribunali che attraverso i secoli mantenendo lo stesso atteggiamento: andare ad indagare l’attendibilità delle donne. Tema portante anche della seconda parte del libro, la storia del movimento di liberazione della donna e la lotta per la legge contro la violenza sessuale, le leggi europee e la risoluzione dell’ONU contro gli stupri di guerra. E poi la rappresentazione che i media fanno della violenza, sbattendo anche qui sempre in prima pagina le donne, malmenate, accovacciate, devastate, fragili e indifese. Un saggio questo che rimette i puntini sulle storia, analizzando benissimo i passaggi di costume, della mascolinità e delle conquiste delle donne. Anche se vedendo quello che accade oggi nelle aule dei Tribunali, c’è ancora molta storia da scrivere.

 

 

Helena Janeczeck – La ragazza con la Leica
Guanda – 18 €
Letto da Viola

Confesso che non amo le biografie, meno che mai le biografie romanzate. È una questione di gusti, e raramente sono stata sorpresa. “La ragazza con la Leika ” è riuscito in questa personalissima impresa epica. Gerda Taro viene raccontata attraverso tre sguardi diversi. Si parte dall’analisi di una foto, e si chiude circolarmente con l’analisi di un’altra foto. Il personaggio di Taro viene così incorniciato, come una foto appunto, ma mai bloccato nel tempo: sono i vivi nelle foto, i vivi con lei e i vivi dopo di lei che continuano a darle spessore, complessità, interiorità e vita. Gerda Taro da icona di un immaginario in verità più legato al suo compagno Robert Capa, nel romanzo di Janeczek diventa invece persona, donna e artista di carne e sangue, desideri e passioni. Una donna avventurosa, libera, la prima reporter di guerra. La narrazione scorre fluida, lo stile pulito rende a tratti invisibile il lavorio di archivio che l’autrice ha compiuto a fondo nella ricerca delle fonti. Bellissimo.

 

 

Leila Slimani, Ninna Nanna
Rizzoli – 18 €
Letto da Cristina

Una scrittura avvolgente per dei temi non scontati che indagano gli esseri umani, principalmente le donne. Donne sole, donne che entrano nella vita delle altre come quella di Louise la tata di Mila ed Adam figli di Myriam che sente la necessità di riprendersi la vita lavorativa ed uscire dalla casa e la maternità. Un giallo filosofico per Ninna nanna che ha venduto 60mila copie ed ha vinto il Premio Goncourt 2016, da leggere tutto d’un fiato. Una riflessione sulla relazione tra donne, sulla maternità, sulla famiglia. Un intreccio che non ti lascia mai e che rimette in discussione l’educazione, il rapporto monetario anche tra donne, per affrontare una delle paure che ogni genitore uomo o donna scaccia dal proprio inconscio.

 

 

Loredana Lipperini, L’arrivo di Saturno
Bompiani – 19 €
Letto da Barbara P.

Un articolato romanzo matrioska in cui tante storie si rincorrono e talvolta si intersecano all’interno della narrazione principale.
Dalla vicenda di Graziella De Palo, una giovane giornalista scomparsa a Beirut insieme al collega Italo Toni mentre indagava sul traffico d’armi e il terrorismo internazionale, a quella di Han van Meegeren, un pittore olandese considerato uno dei falsario più noti del XX secolo.
I fatti reali si mescolano all’invenzione per rispondere ad una sola domanda: perché se un romanzo è assurdo tutti ci credono mentre la realtà invece non interessa a nessuno? La letteratura  ha la capacità di riportare in vita le storie dimenticate?
Scrive Lipperini “Non è autofiction e lo è, non è non fiction novel e lo è, non è romanzo di formazione e lo è. Non è realistico. E lo è. Perché nulla in letteratura è reale”
Complesso, colto, originale, leggetelo.

 

 

Simona Vinci, Parla, mia paura
Einaudi – 13 €
Letto da Barbara P.

Poche e straordinarie pagine attraverso le quali l’autrice si immerge nella propria paura e nei propri attacchi di panico, cercando di condividere con chi legge le emozioni vissute e descrivendo la spaventosa paura della paura.
Pagine consapevoli, scritte, come sempre, in maniera magistrale.
“Ecco il trucco, la magia: non chiudere, apri. Non nasconderti, mostrati. Non tacere, esprimiti. Se hai paura, chiedi aiuto.”
La potenza della fragilità, il coraggio di scriverne.

 

 

Teresa Ciabatti, La più amata
Mondadori – 18 €
Letto da Barbara P.

“Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni e non trovo pace. Voglio scoprire perché sono questo tipo di adulto, deve esserci un’origine, ricordo, collego. Deve essere successo qualcosa. Qualcuno mi ha fatto del male. Ricordo, collego, invento.” Un romanzo abilissimo che confonde continuamente chi legge mescolando autobiografia e invenzione letteraria. 50 anni di storia italiana descritti dal punto di vista della narratrice: prima una ragazzina  privilegiata economicamente ma molto (male) amata, poi una adulta anaffettiva che cerca di ricostruire le verità del passato. Pagine spiazzanti e liberatorie, piene di dolore e di vita.

 

 

Naomi Alderman, Ragazze elettriche
Nottetempo – 20 €
Letto da Barbara P.

La forma del potere è sempre la stessa; è la forma di un albero. Dalle radici fino alla cima, un tronco centrale che si ramifica e ramifica all’infinito, aprendosi in dita sempre piú sottili, protese in avanti. La forma del potere è il disegno di una cosa viva che tende verso l’esterno, e manda i suoi sottili filamenti un po’ oltre, e ancora un po’ piú oltre.
Nel futuro le donne hanno riconosciuto la propria energia e stanno imparando a gestirla per tutelarsi e vendicarsi contro chi ha usato loro violenza, le ha denigrate, le ha offese.
Divenute consapevoli del proprio privilegio cominciano però ad abusare della propria forza attraverso scariche elettriche che lasciano fluire dalle mani, attivando la “matassa”, organo pulsante localizzato sotto la clavicola e perfetta metafora dell’inestricabilità e della complessità del potere.
Quattro voci diverse raccontano la nuova realtà:

  • Margareth, donna delle istituzioni, madre problematica e politica senza scrupoli,
  • Roxy, cresciuta in seno alla criminalità londinese e coinvolta in una faida tra boss imbevuta di logiche di possesso,
  • Allie, vittima di abusi che riscatta la propria sofferenza trasformandosi nella carismatica Madre Eve,
  • Tunde, unico uomo, giornalista deciso a documentare anche i risvolti più cupi del cambiamento culturale di cui è testimone.

Naomi Aldermann costruisce una società distopica e angosciante, un racconto violento e brutale, un ragionamento impietoso sul potere e su chi lo detiene (The power è infatti il titolo in lingua originale). Un romanzo sul quale vale la pena riflettere, poiché evidenzia chiaramente quanto il rovesciamento dei ruoli non sia garanzia di cambiamenti reali: violenza, arroganza e potere sono parte della stessa “matassa”, finché potere e predominio rimarrano sinonimi non ci sarà scampo alla sopraffazione. E se, si chiede l’Autrice attraverso un gioco letterario che fa da cornice al romanzo, un romanzo simile fosse stato scritto da un uomo,? Se la fantascienza fosse un espediente per parlare del presente? Con queste pagine Naomi Aldermann apre una riflessione importante sui ruoli letterari, sociali e politici che oggi viviamo.

 

Patrizia Rinaldi, La figlia maschio
E/O Edizioni – 16 €
Letto da Viola

Una delle presentazioni più intense di quest’anno, un libro potente che riesce nell’impresa di narrare il punto di vista di quattro personaggi diversi che si intrecciano a partire da un viaggio in Cina. I temi sono molti: la violenza, l’ipocrisia, le relazioni di amicizia e di amore come teatri di silenzi e di perdita progressiva di umanità. Nel quadro di una narrazione impietosa però esistono dei semi di forza, di voglia di riscatto e autenticità, di cui le due donne nelle voci narranti – in modi sorprendentemente diversi – si fanno portatrici: una moglie insoddisfatta che analizza cinicamente e autenticamente la sua vita, e una giovane donna cinese, stuprata, rapita per essere portata in Italia, che da vittima muta diventa parola di autodeterminazione e coraggio. Un libro bellissimo, crudele e coraggioso.

 

Chimamanda Ngozi Adichie – Cara Ijeawele Quindici consigli per crescere una bambina femminista
Einaudi – 15 €
Letto e consigliato da tutte le Tube

 

 

Le nostre recensioni

Bianca Pitzorno, Diana, Cupìdo e il Commendatore – Mondadori – €9.5
recensione di Alice R.A.T. – 9 anni.

Ho letto il libro di Bianca Pitzorno, Diana, Cupìdo e il Commendatore.
E’ la storia di Diana, una bambina di 11 anni che vive a Lossai con la sua migliore amica, Teresa. Per colpa del patrigno, che giocando a carte ha perso la casa al mare, la casa a Ventotene, i magazzini in affitto, la casa a Lossai, l’ oro e perfino la catenella spezzata di Zelia, la sorella di Diana, è costretta a trasferirsi a Serrata dal nonno, il commendator Giuliano Serra.
Consiglio il libro alle bambine e ai bambini dai 7 anni e mezzo in poi perché è bello ed ha una bel racconto del rapporto tra Diana e il nonno che prima si stavano alla larga e poi Diana lo porta via dal manicomio, dove l’ avevano messo i parenti.

Rania Ibrahim, Islam in love – Jouvence – € 19.90
recendione di Claudia (maestra). Libro consigliato dai 16 anni

Nella Londra dei nostri giorni, due adolescenti vengono travolti dall’amore, senza capire bene cosa li spinge in modo così irrazionale l’uno verso l’altra.
Non hanno punti in comune, Mark e Laila, non dovrebbero amarsi, non dovrebbero nemmeno guardarsi negli occhi, a scuola. A dirla tutta è previsto che due ragazzi così debbano solo odiarsi ferocemente: Mark è figlio di un politico di estrema destra xenofobo. I suoi amici hanno appartamenti in cui troneggiano mezzibusti del Fuhrer, organizzano assalti in quartieri di immigrati e picchiano duro. Leila è nata a Londra ma in quei quartieri ci abita, con la sua famiglia, proprietaria di un piccolo minimarket, porta il velo e crede in Allah.
Questi due ragazzi, figli del loro tempo, si innamorano e si mettono assieme nascondendosi da tutti. Si incontrano nell’appartamento di un amico e scoprono il sesso e l’amore.
Gran parte del romanzo racconta i loro incontri, in cui fanno l’amore, imparano a conoscersi e poi rifanno l’amore, così all’infinito. Se può sembrare a tratti anche noioso questo continuo susseguirsi di sequenze descrittive e riflessive, si capisce anche come sotto i dettagli del sesso si muove un mondo fatto di sensi di colpa atroci, che vogliono una donna, fin da ragazzina, sessualmente compiacente, tutta spostata sul piacere del maschio e con spazi di riflessione su di sé, sul proprio piacere, molto ristretti e angusti. Mark invece deve fare i conti con una violenza xenofoba distruttiva innanzitutto per sé cercando un altro modo di esser maschio, anche se ahinoi, spesso la Ibrahim lo sposta dal naziskin al principe protettivo ma tanto dominatore, figure dietro le quali Leila comunque non trova centro, ma sempre dipendenza. 
Un romanzo per ragazzi e ragazze ma anche per adulti, perché è agghiacciante il senso di impotenza che scopri quando capisci che non c’è nulla attorno, che aiuti questi ragazzi a costruire una prospettiva libera e liberata.

Lucia Troisi, L’eredità di Thuban – Mondadori – € 17 – recensione Cristina

Lucia ha sempre guardato Roma da un cancello. Il cancello di un orfanotrofio, da dove pensa, ormai grande, di non poter uscire mai più. Ma non sarà così, perché Lucia è una draconiana e, seppur inconsapevole, dovrà salvare il mondo intero dall’oscurità di Nidhoggr che, imprigionato nelle viscere della Terra, vuole distruggere L’Albero del Mondo e la bellezza della Natura. Una storia che ha per protagoniste due ragazzine di 13 anni Lucia e Lidia, una storia di amicizia e di forza. Lucia potrà sconfiggere il male solo se finalmente riuscirà a credere in sé stessa, se riuscirà ad amarsi e a fidarsi della sua amica. Ambientato sul lago di Albano, ai castelli romani L’eredità di Thuban è il primo della sagra di Lucia Troisi de La ragazza del Lago. Un bellissimo racconto che vede finalmente protagoniste due ragazzine e la forza della loro amicizia.

Arundhati Roy, Il ministero della suprema felicità – Guanda – €19 – recensione di Cristina

Finalmente Arundhati Roy torna in libreria dopo 20 anni dal Il Dio delle piccole cose con un romanzo complicato, intrigato ma profondo. Protagonista è sempre la sua India, della quale la scrittrice ci dà uno spaccato totale e spietato. Arundhati Roy in questo romanzo prende parola su tutto quello che sta succedendo in questo momento in India, dal dibattito sulle caste, alla guerra d’indipendenza del Kashmir, al clima prima dell’elezione del primo ministro Narendra Modi, alle multinazionali che stanno mangiando l’India e distruggendo le sue bellezze, al sanguinoso rapporto induisti/musulmani, alle discriminazioni di genere. Ci mette tutto dentro, come se non ci fosse un domani. Protagonista è l’hijra musulmana Anjum, che nascendo ermafrodito decide di lasciare la famiglia che la voleva uomo per crescere donna in una comune. Ma a Anjum oltre al corpo le sta stretta anche la comune, decide così di uscire fuori e di vivere New Dehli con i reietti come lei, gli intoccabili. La scoperta di una bambina abbandonata la porterà a conoscere Tilottama di cui la scrittrice ci narra la sua storia d’amore per due uomini e la loro lotta, la resistenza ma anche le torture subite per la guerra in Kashmir, molto presente in questo romanzo di Arundhati Roy. Bisogna avere pazienza per leggere Il mistero della suprema felicità, immagino come per vivere in India. Lentezza e pazienza per arrivare fino in fondo e scoprire quanto la felicità sia delle piccole cose che difficilmente i regnanti possono capire ma che i reietti possono invece costruire. Così Anjum cercherà di realizzare in un cimitero una piccola convivenza tra i vivi e i morti, come se solo da questa unione si possa realizzare il Ministero della suprema felicità.

Elsa Morante, La Storia – Einaudi – €14,5recensione di Cristina

A casa mia questo libro è sempre stato un testo sacro. Per mia nonna, per mia madre, per me. Una Elsa Morante trasmessa da generazione in generazione come appunto è La Storia. Un testo che dovrebbe essere messo come obbligatorio nei licei italiani, altro che ancora I Promessi Sposi. Sicuramente in questo paese si potrebbe tramandare un antifascismo sano e ideale e non quella ambiguità post seconda guerra mondiale di cui è intrisa la nostra politica. Al centro de La Storia c’è Roma, come nessuna scrittrice o scrittore ha saputo mai più raccontare. Una Roma difficile quanto quella di Rossellini, ma anche una Roma resistente, anche nella sua profonda povertà. Una Roma solidale anche quando sembra che ormai sia abbandonata a sé stessa. Una Roma che ti fa piangere per la sua bellezza ma anche per la sua cattiveria. Ida vive a San Lorenzo, proprio in quella via dei Volsci protagonista degli anni 70, è qui che il militare del terzo Reich Gunther la violenterà. Dalla gravidanza nasce Useppe, un bimbetto malaticcio ma dai grandi occhi turchini. E’ attraverso questi occhi che Elsa Morante ci fa vedere il bombardamento di San Lorenzo, i rastrellamenti al ghetto, la ricerca di un riparo in una Roma devastata, la paura, la fame, la resistenza, i partigiani. Ma sarà proprio la fine della guerra il periodo più duro per Ida, Useppe e il cane Bella. Una Roma sola e difficile, abbandonata a sé, dove non c’è stata resa dei conti con i fascisti ma un patteggiamento che per Elsa Morante sembra abbia ucciso qualsiasi possibilità di salvezza anche per i protagonisti. Un libro molto criticato, ma un capolavoro assoluto di storia, politica e umanità. Grazie ancora ad Elsa Morante.