27 febbraio presentazione DWF su Simonetta Spinelli

Martedì 27 febbraio, dalle 19:00
@Tuba Bazar

Incontro a partire dalla presentazione del numero di DWF donnawomanfemme dedicato al pensiero e agli scritti politici di Simonetta Spinelli.

Insieme ad alcune della redazione di DWF (Paola Masi e Teresa Di Martino) saranno con noi Elena Biagini, Francesca Manieri, Monica Pietrangeli e Bianca Pomeranzi.
Una occasione per ripercorrere alcune tappe fondamentali del lesbismo in Italia e riprendere il pensiero di Simonetta.

Dal sito www.dwf.it
Con questa pubblicazione vogliamo raccogliere in un unico numero tutti gli scritti di Simonetta Spinelli (1942-2017) – donna importante e autorevole del movimento femminista romano e di diversi gruppi lesbici femministi – pubblicati su DWF, negli anni dal 1986 al 1998 in cui ha fatto parte della redazione.
La storia tra Simonetta e DWF è la storia di una relazione politica, un dialogo in presenza scelto come pratica, come strumento, come spazio di libertà.
Ed è proprio in virtù di queste considerazioni che abbiamo deciso di ripubblicare i suoi articoli facendoli precedere e accompagnare da una rilettura di donne che con lei hanno avuto una relazione significativa, di vecchia data, più recente, interrotta oppure continua nel tempo, comunque intensa.
Un dialogo che è anche memoria di relazioni, di luoghi e tempi condivisi, di storie che hanno fatto la Storia del movimento femminista e lesbico, ma anche di alleanze, vicinanze, distanze, conflitti.
Auspichiamo che questo lavoro permetta di riattraversare progressivamente nel tempo il pensiero politico di Simonetta cogliendone la potenza, la lucidità ma anche la dinamicità e gli spostamenti.
A cominciare dalla prima interlocuzione in cui vengono ricostruiti i nodi e le conflittualità che hanno visto protagoniste donne e gruppi femministi italiani negli anni Ottanta. Qui ritroviamo l’importanza della dimensione collettiva, della ‘piazza’, il desiderio di rimandare a ogni donna un’immagine di tanti corpi sessuati ‘in rivolta’ e la necessità di dover ricollegare a una dimensione sociale e politica le differenti pratiche delle donne in lotta per la propria libertà (Cacioli, Masi). Un primo tentativo di sistematizzare una storia politica, e contemporaneamente raccontare la storia di una vita, che ricordiamo così: segnata da standard politici elevati (Borghi), in cui era impossibile disgiungere politica ed emozione (Manieri), capace di insegnare e di giocare (Mascat), una storia “che contiene anche la mia” (Billi).
Ancora il numero ci dice della radicalità del movimento lesbico nel femminismo, del suo sentirsi rivoluzionario, dei suoi silenzi e le sue perdite attuali (Manieri), dell’ambizione di fondare una via lesbica alla comune libertà femminile (Pomeranzi). Vengono interrogate le urgenze attuali del lesbismo, tra la questione dei diritti e la sovversione del desiderio, si ripercorrono le progettualità e le alleanze degli ultimi anni, rivolgendosi al pensiero di Simonetta come a un pensiero vivo, loquace, capace di interloquire a distanza di anni con il suo rigore e la sua ironia dissacrante (Pietrangeli).
Ci piacerebbe che questo numero fosse importante anche per le donne più giovani che attraversano oggi il movimento femminista, non solo per l’attualità che abbiamo ritrovato in alcuni pezzi ma anche per la passione basata su una materialità di relazioni, di pratiche e di esperienze che Simonetta ha saputo e sa trasmettere.
Molte donne si ritroveranno ancora e si arricchiranno nel confronto con il pensiero e la storia politica di Simonetta. Noi ci riteniamo delle privilegiate perché l’abbiamo conosciuta. Insieme ai suoi scritti, ci piace ricordarla con il suo sguardo intenso, i suoi capelli corti e grigi e una sigaretta tra le dita, pronta a qualunque confronto e ragionamento, curiosa delle altre e delle loro vite.