27 marzo Dialogo su Mario Mieli

con Enrico Gullo e Laura Schettini

Mario Mieli è stata una grande protagonista del movimento di liberazione omosessuale italiano. Autore/autrice di Elementi di critica omosessuale, ristampato da Feltrinelli nel novembre 2017 (ma ne esiste una versione in pdf fatta da AntagonismoGay sull’edizione originale Einaudi 1977: www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf), la sua memoria è oggetto di una bizzarra contesa. A cosa può servire oggi la sua eredità? I movimenti LGBT, e soprattutto i movimenti queer, possono servirsi della vita e delle teorie di Mieli per superare l’impasse in cui si sono trovati, stretti in una tenaglia tra neoliberalismo e neofondamentalismo?

Dal 29 marzo ci trovate ad Agape – Campo lesbico

17° Campo Lesbico di Agape
Identità e (s)confini
29 marzo – 2 aprile 2018

Cinque giorni di condivisione, laboratori, politica, cultura, relazioni, libri, relax, dj set, divertimento, proiezioni, spettacoli e tanto altro.

———— Identità e (s)confini ————

Da millenni in quanto esseri umani, abbiamo raffigurato le differenze, definito identità, tracciato i limiti di una proprietà, protetto luoghi con barriere, suggerito strategie comportamentali, costruito una viabilità all’interno della complessità. Esistono spazi che mantengono aree in comune con altri, differenze che evolvono, che non restano fisse e si contaminano, identità che si collocano al confine tra altre due e più, escluse dalle une e dalle altre, eppur connesse alle une e alle altre. Ciascuna soggettività ha bisogno di categorie e di linguaggio per pensare e comunicare ma poi attribuisce sfumature simboliche ed emotive diverse a cose, nomi, esperienze, anche quando condivise.

Quante sfumature di diversità sono disposta ad accettare in me e nelle altre? Posso essere lesbica se non mi definisco donna? Sono una vera lesbica anche quando performo, draggata, il mio uomo etero? E se la mia compagna avesse un pene? Nelle mie pratiche di separatismo, quali sono le separazioni che ritengo utili? Confini rigidi o flessibili? Quanto ho mutuato dagli stereotipi di genere e dalla cultura eteronormata?
Ogni gruppo, ogni spazio, ha la propria cultura, regole, simboli, consuetudini, ma possono i confini proteggerci ma anche imprigionarci? I confini sono argini di divisione o vie di connessione? Possiamo pensare di rendere maggiormente permeabili i nostri confini senza perdere ciò che sentiamo la nostra identità più profonda, le nostre radici?

Al 17° Campo Lesbico di Agape rifletteremo insieme su questo e altro ancora con plenarie, laboratori, presentazioni di libri, spettacoli e la magia di Agape!

Tra le ospiti di quest’anno: FradChe ti sia lieve la terraTuba BazarConigli Bianchi (in versione coniglie bianche), Sara GarbagnoliAnto Caruso,Rosalba AlleviGeorge Ett e tante altre ancora!

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Il 17° Campo Lesbico di Agape si terrà dal 29 marzo al 2 aprile 2018 presso Agape Centro Ecumenico, Prali (TO).

ARRIVI: giovedì 29 marzo dalle ore 17:00 alle ore 19:30
PARTENZE: lunedì 2 aprile ore 12:30 (prima di pranzo)

ISCRIZIONI sul sito di Agape: agapecentroecumenico.org/2018/campo_lesbico_2018/
Email della Staff del Campo Lesbico: campolesbicoagape@gmail.com
PROGRAMMA: goo.gl/nC3ZX9
Pagina google drive: goo.gl/KSdgTW
Pagina Facebook: Campo Lesbico di Agape
Evento Facebook: facebook.com/events/158964451405237
Pagina Tumblr: campo-lesbico-agape.tumblr.com

20 marzo Non so chi sei

Cristina Portolano parlerà con Christian Raimo del suo ultimo libro a fumetti edito da Rizzoli Lizard.

“Non so chi sei è un libro sorprendente, che riassume perfettamente anni di istanze femministe sincere, non pretestuose. Per intendersi, nelle sue 200 pagine disegnate in rosa e nero, Cristina Portolano mette a nudo la sua protagonista in una storia che è il contrario delle favolette morali alle quali siamo abituati da anni e anni di cinematografia americana o di cene in famiglia tutti composti.”
(su Dailybest )

24 marzo ore 11 le scrittrici tornano sempre

Sabato 24 marzo, h. 11.30:
LE SCRITTRICI TRA 800 E 900, UN NUOVO PROGETTO EDITORIALE, incontro a partire dal libro “Tipi bizzarri” di Amalia Guglielminetti (Rina Edizioni, 2018), intervengono Michela Dentamaro (editrice), Simonetta Sciandivasci(giornalista) e Serena Alessi (ricercatrice).

9 marzo Inquiete e Tuba a Feminism

La libreria di donne Tuba e inQuiete, festival di scrittrici a Roma saranno a Feminism – Fiera dell’editoria delle donne che si terrà alla Casa Internazionale delle Donne dall’8 all’11 marzo.
Qui tutto il programma della fiera https://feminismfieraeditoriadelledonne.wordpress.com/programma/

9 marzo ore 10.30 in Sala Tosi
Grandi libraie, grandi lettrici
Conduce Adriana Chemello (SIL, Società Italiana delle Letterate Società delle Letterate)
con Rosaria Guacci (Libreria delle Donne di Milano), le libraie di Tuba (Tuba BazarRoma), Donatella Borghesi (Libreria delle Ragazze di Grosseto La Libreria delle Ragazze), Katia Maurelli (Le Sorgenti, Bolsena Le Sorgenti Libr’Osteria), Anna Radicchio (Libreria Etruria, Viterbo)

9 marzo ore 19.00 in Sala UDI
Ragazze elettriche, il mondo nelle mani delle donne
A cura di nottetempo e inQuiete, festival di scrittrici a Roma
con Barbara Leda KennyLaura Marzi e Alessandra Pigliaru
A partire dal best-seller di Naomi Alderman ragioneremo insieme di sesso e potere, di distopia e
femminismo, e naturalmente di donne e letteratura.

10 marzo alle ore 15.00 in Sala Tosi
InQuiete, Festival di scrittrici a Roma si racconta
con Barbara Leda Kenny, Francesca ManciniVeronica Raimo e Maddalena Vianello.
Insieme a Veronica Raimo racconteremo come è nato il festival, su quali convinzioni e desideri.
Racconteremo anche come stiamo lavorando per la prossima edizione che sarà dal 5 al 7 ottobre 2018.

10 marzo Le Scrittrici Tornano Sempre

Tre incontri di sabato mattina per scoprire e riscoprire delle scrittrici lasciate al lato del canone.
Noi lo sappiamo bene:
Le Scrittrici Tornano Sempre

Questo ciclo di incontri nasce dalla collaborazione con la lettrice e scrittrice Giulia Caminito

Sabato 10 marzo, h. 11.30
LE SORELLE E LA SORELLANZA, incontro a partire dal libro “Sorelle e sorellanza nella letteratura e nelle arti” (Franco Cesati Editore, 2017) con letture dalla raccolta di racconti “Sorelle” di Ada Negri (Elliot Edizioni 2016). Intervengono Claudia Cao (curatrice), Marina Gugliemi (curatrice) e Giulia Caminito (scrittrice e lettrice).

Sabato 24 marzo, h. 11.30:
LE SCRITTRICI TRA 800 E 900, UN NUOVO PROGETTO EDITORIALE, incontro a partire dal libro “Tipi bizzarri” di Amalia Guglielminetti (Rina Edizioni, 2018), intervengono Michela Dentamaro (editrice), Simonetta Sciandivasci(giornalista) e Serena Alessi (ricercatrice).

Sabato 21 aprile, h. 11.30: 
IL RECUPERO DEL NOVECENTO ITALIANO, incontro e letture a partire dal libro “Viaggio di una sconosciuta” di Livia De Stefani (Cliquot edizioni, 2018), intervengono gli Editori, Laura Fidaleo (scrittrice) e Giulia Caminito (scrittrice e lettrice).

15 marzo Una donna può tutto di Ritanna Armeni

Giovedì 15 Marzo, ore 19:00
@Tuba Bazar
Presentazione di Una Donna Può Tutto (ed. Ponte alle Grazie)

Sarà presente l’autrice Ritanna Armeni (giornalista e scrittrice)
e Daniela Preziosi (giornalista de’ il manifesto)
introduce e modera Cristina Petrucci (Tuba)

Le chiamavano Streghe della notte. Nel 1941, un gruppo di ragazze sovietiche riesce a conquistare un ruolo di primo piano nella battaglia contro il Terzo Reich. Rifiutando ogni presenza maschile, su fragili ma agili biplani, mostrano l’audacia, il coraggio di una guerra che può avere anche il volto delle donne.
La loro battaglia comincia ben prima di alzarsi in volo e continua dopo la vittoria. Prende avvio nei corridoi del Cremlino, prosegue nei duri mesi di addestramento, esplode nei cieli del Caucaso, si conclude con l’ostinata riproposizione di una memoria che la Storia al maschile vorrebbe cancellare.
Il loro vero obiettivo è l’emancipazione, la parità a tutti i costi con gli uomini. Il loro nemico, prima ancora dei tedeschi, il pregiudizio, la diffidenza dei loro compagni, l’oblio in cui vorrebbero confinarle.
Contro questo oblio scrive Ritanna Armeni, che sfida tutti i «net» della nomenclatura fino a trovare l’ultima strega ancora in vita e ricostruisce insieme a lei la loro incredibile storia. È Irina Rakobolskaja, 96 anni, la vice comandante del 588° reggimento, a raccontarci il discorso, ardito e folle, con cui l’eroina nazionale Marina Raskova convince Stalin in persona a costituire i reggimenti di sole aviatrici. È lei a descriverci il freddo e la paura, il coraggio e perfino l’amore dietro i 23.000 voli e le 1100 notti di combattimento. E a narrare la guerra come solo una donna potrebbe fare: «Ci sono i sentimenti, la sofferenza e il lutto, ma c’è anche la patria, il socialismo, la disciplina e la vittoria. C’è il patriottismo ma anche l’ironia; la rabbia insieme alla saggezza. C’è l’amicizia. E c’è – fortissima – la spinta alla conquista della parità con l’uomo, desiderata talmente tanto – e questa non è retorica – da scegliere di morire pur di ottenerla».

8 marzo Sciopero delle donne

Tuba anche questo anno aderisce allo sciopero delle donne. Rimarremo chiuse dalle 13 alle 20, invitando tutte alla partecipazione alla giornata.

L’8 MARZO LA MAREA FEMMINISTA TORNA NELLE STRADE: NOI SCIOPERIAMO! SPEAK CORNER ore 10.30 e CORTEO ore 17.00… Stay tuned

• PASSEGGIATA FEMMINISTA A LA SAPIENZA – ore 9.30 per la città universitaria, Piazzale Aldo Moro, 5

https://www.facebook.com/events/2030314683920429/

• SPEAK CORNER METOO >> WETOOGETHER – Prendiamo parola contro le molestie e il ricatto sui posti di lavoro: dalle ore 10.30 presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, via Vittorio Veneto 56

• CORTEO ore 17.00: partenza da Piazza Vittorio Emanuele. Passeremo poi per Piazza Esquilino, Via Cavour, Fori Imperiali e arriveremo a Piazza della Madonna di Loreto.

Il prossimo 8 marzo la marea femminista tornerà nelle strade di tutto il mondo con lo sciopero globale delle donne.

Il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme e la rabbia di chi non vuole esserne vittima si trasformeranno in un grido comune: da #metoo a#wetoogether.

Sarà sciopero femminista perchè pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini.

Sappiamo che scioperare è sempre una grandissima sfida, perchè ci scontriamo con il ricatto di un lavoro precario o di un permesso di soggiorno. Sappiamo quanto è difficile interrompere il lavoro informale, invisibile e non pagato che svolgiamo ogni giorno nel chiuso delle case, nei servizi pubblici e privati, per le strade. Sappiamo che scioperare può sembrare impossibile quando siamo isolate e divise. Sappiamo che il diritto di sciopero subisce quotidiane restrizioni.

Lo sciopero dell’8 marzo in Italia dovrà affrontare anche le limitazioni imposte dalle franchigie elettorali, che impediscono ad alcune categorie di incrociare le braccia nei 5 giorni che seguono il voto del 4 marzo.

Sappiamo anche, però, che lo scorso anno siamo riuscite a vincere questa sfida, dando vita a un imponente sciopero sociale, sostenuto da alcuni sindacati e agito con forme e pratiche molteplici che ne hanno esteso i confini.

Quest’anno, alcuni sindacati hanno già dichiarato lo sciopero. Molti mancano ancora all’appello. Di fronte alla più grande insorgenza globale delle donne contro la violenza patriarcale e neoliberista, noi crediamo che i sindacati debbano cogliere quest’occasione unica, prendendo parte a un processo che combatte la violenza maschile e di genere come condizione fondamentale della precarizzazione del lavoro.

Lo sciopero femminista coinvolgerà il lavoro produttivo e riproduttivo, andrà oltre il corporativismo delle categorie e i confini nazionali, unirà le molteplici figure del mondo del lavoro e del non lavoro.

In questi mesi di campagna elettorale, non c’è lista o partito che non citi nel suo programma la violenza contro le donne senza però riconoscere il carattere sistemico della violenza e senza mai porre realmente in questione i rapporti di potere vigenti. Contro ogni strumentalizzazione, contro il razzismo fascista e quello istituzionale, che usano i nostri corpi per giustificare la violenza più brutale contro le migranti e i migranti e ulteriori restrizioni alla loro libertà di movimento, rivendichiamo la nostra autonomia e ribadiamo la necessità/volontà di autodeterminarci. Il piano su cui ci interessa esprimerci è il Piano Femminista contro la violenza maschile e di genere, il nostro terreno di lotta e rivendicazione comune, scritto da migliaia di mani in un anno di lotte.

Grideremo a tutto il mondo che non siamo il campo di battaglia né il programma elettorale di nessuno. Abbiamo il Piano femminista per riprenderci ciò che vogliamo. Occuperemo lo spazio pubblico per riaffermare la nostra autonomia e forza politica.

Il nostro movimento eccede l’esistente, attraversa frontiere, lingue, identità e scale sociali per costruire nuove geografie.

Al grido di #WeToogether il prossimo 8 marzo questo movimento mostrerà ancora una volta la sua forza globale.

Noi scioperiamo!

7 marzo Porpora Marcasciano e L’aurora delle Trans Cattive

Mercoledì 7 Marzo, ore 19:00
Incontro e Presentazione a partire dal libro L’aurora delle Trans Cattive – Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender (Edizioni Alegre).

Con l’autrice Porpora Marcasciano e la fotografa Lina Pallotta

Inteverranno Silvia Calderoni, Laura Schettini, Elena Biagini, Tony Allotta e altri e altre ancora!

“Se ti battezzano come disforica è chiaro che disforicamente ti costruisci, se ti definiscono patologica è chiaro che come malata ti muovi, se ti considerano criminale, depravata, degenerata non potevamo essere sante, tantomeno diventarlo, benché oggi tra molte consorelle l’aspirazione più diffusa sembra sia diventata quella di essere o sentirsi normali. «Io sono unapersona normale», si precisa, ripetendolo affannosamente a un mondo la cui unica monolitica normalità resta esclusivamente la propria, ma sembra che tutto questo non sia chiaro. Proporrei di farcene una ragione, per vivere più tranquillamente senza affanni da perfezione. Essere non normali lo trovo più agibile, pratico, coerente se di coerenza si può parlare. Eviterei anche la parola diversi, perché essa presuppone l’altro da sé, quello non diverso, quindi uguale, quindi normale. Sarebbe come svilire, privare di senso le tantissime meravigliose creature che negli anni ho incontrato, svuotandole della loro splendente dignità.”

Abbracciando un periodo di circa quarant’anni e i suoi profondi cambiamenti socio-politici, Porpora traccia la propria genealogia trans aggiungendo tasselli essenziali alla ricostruzione storica di una cultura spesso relegata al margine. E lo fa da protagonista del percorso collettivo, ancora privo di una lettura condivisa, di chi si è posto consapevolmente nello spazio di confine tra i generi.
Con una scrittura “visiva” in grado di rendere in immagini ciò che ha visto e vissuto, Porpora ci accompagna in un mondo popolato di leggendarie trans che hanno dato vita, forma, scena e sceneggiatura a un’esperienza per molti versi più vicina alla dimensione spettacolare o performativa che a quella della vita reale, da cui erano del resto assolutamente escluse.
Vivere quella vita presupponeva avere muscoli, calli, scorza dura. L’assenza di riconoscimento e di diritti non poteva che favorire l’illegalità, e la prostituzione – fenomeno per molti aspetti con caratteristiche differenti da quelle odierne – diveniva l’asse portante dell’esistenza. Ma proprio questo percorso ha prodotto la capacità di parlare di sé in un tempo in cui esisteva solo lo sprezzante appellativo di “travestito” e nel vocabolario non c’erano ancora parole come transgender o gender variant. Gli aneddoti, i miti, le storie “scandalose” che Porpora racconta con il suo stile ironico e “favoloso”, si intrecciano con le riflessioni sulla presa di coscienza collettiva, sulla nascita del Mit (Movimento identità trans) e sulla conquista del riconoscimento giuridico con la legge 164 del 1982.
Porpora recupera l’epica trans delle origini per rivendicare il percorso straordinario di persone perseguitate, violentate, ferite nella loro dignità umana, che hanno avuto la forza di incrinare la narrazione dominante che fa della transessualità una dimensione patologica, raccontando un’esperienza di vita unica. Che rifugge anche i tentativi di normalizzazione dell’epoca postmoderna.

Porpora Marcasciano, presidente onorario Mit (Movimento identità trans), ha pubblicato per Alegre AntoloGaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta (2015). È autrice anche di Tra le rose e le viole – La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifestolibri, 2002) e di Favolose narranti. Storie di transessuali (Manifestolibri, 2008), e ha curato insieme ad altri Elementi di critica trans (Manifestolibri, 2010).