giovedì 12 maggio presentazione impunito e “la guerra di martina” di Paola Soriga

soriga impunito

Giovedì 12 maggio anteprima del festival Impunito con presentazione del libro “la guerra di Martina“di Editori Laterza con Paola Soriga, Lorenzo Terranova .
Dalle 18:30 in poi a Tuba.


L’iniziativa rientra nella campagna #ionondimentico per i dieci anni dall’omicidio di Renato Biagetti.
In collaborazione con:
Cattivemaestre Laspro Rivista di Letteratura, Arti & Mestieri fans di Acrobax Docks Macero NO

«La luna era uno spicchio sottile e illuminava poco, io pensavo ai nostri genitori che ci credevano a letto, ai lupi, ai nazisti, ai fantasmi. Per smettere di avere paura mi misi a cantare a voce bassa. “Più bassa”, mi disse Simone, “o ci sentirà qualcuno”. A un certo punto vidi un’ombra muoversi fra gli alberi. Ci bloccammo e il cane Paco drizzò le orecchie…»
È una bella domenica di aprile e nonna Tina sta raccontando l’avventura partigiana che ha vissuto da bambina ai nipotini Tommaso e Martina, che ascoltano col fiato sospeso.
Le esplorazioni dei colli intorno Pavia, il fratello Giovanni e gli altri partigiani, la pericolosa banda dei fascisti, la casa infestata dai fantasmi immersa nella campagna. E una missione da portare a termine con l’amico Simone e il fedelissimo cane Paco: ritrovare una preziosa cassa lanciata in volo dagli aerei americani ai partigiani che sembra essere scomparsa nel nulla.

 

10 maggio La vita a rovescio

Martedì 10 Maggio, ore 18:30 presentazione La vita a rovescio

vita al rovescio

Simona Baldelli ci racconta del suo nuovo romanzo “La vita a rovescio” (Giunti 2016)

Insieme ad Elisabetta Serafini

Dopo Evelina e le fate (2013) e Il tempo bambino (2014), con La vita a rovescio Simona Baldelli ci propone un nuovo romanzo di avventura in cui i temi dell‘emancipazione femminile e dell’identità sessuale si fondono in un universo picaresco, appassionante e pervaso da un sottile erotismo.
Roma, anno 1735. Né ricca, né bella, il volto sfigurato dal vaiolo, Caterina Vizzani ha quattordici anni ed è convinta di essere nata a rovescio: ama lavorare nella falegnameria del padre, detesta il cucito e le altre occupazioni femminili, e il pensiero di sposarsi la terrorizza. Ma proprio a scuola di ricamo incontra Margherita, la figlia di un avvocato molto vicino al Papa, che la conquista leggendole le meravigliose avventure di Bradamante, la donna cavaliere dell’Orlando innamorato.

Caterina non ha più dubbi: lei ama le donne, e soprattutto ama Margherita, di un amore grande e insaziabile che le fa sperimentare per la prima volta i piaceri inebrianti del sesso. Ma quando la madre di Margherita le coglie in flagrante, la vita di Caterina subisce una brusca svolta: con una denuncia per sodomia e stregoneria che le pende sulla testa, è costretta a fuggire e a nascondersi. Ah, pensa Caterina, se solo fossi un uomo. Perché se fosse un uomo sarebbe tutto diverso, potrebbe continuare a sedurre le femmine alla luce del sole e provare a ribaltare la propria vita… Ed è così che, grazie al lungimirante suggerimento di una prostituta, Caterina decide di vestire panni maschili e trasformarsi in Giovanni Bordoni. Come per magia le porte della società si spalancano e davanti a Caterina si dispiega una strada lastricata di occasioni e piacere…

21 aprile Filosofie di genere

12983403_10153555937433443_4866681664924517112_oIl 21 aprile alle 1830 presentiamo il libro Filosofie di genere di Vera Tripodi.

Presente l’autrice e Lorenzo Gasparrini e Chiara Lalli.

In molti manuali di filosofia, le donne sono del tutto assenti o, in quelli in cui compaiono, il loro contributo alla disciplina sembra essere limitato all’analisi di alcuni temi considerati culturalmente più vicini alla sensibilità femminile (come sessualità, emancipazione, aborto ecc.). Quali sono le ragioni di tale esclusione? Perché nella storia della filosofia sono presenti poche donne? Storicamente, la filosofia ha offerto una caratterizzazione negativa del femminile e, propagando la convinzione che la razionalità fosse una prerogativa maschile, ha contribuito a escludere le donne dalle pratiche scientifiche e dalla sfera conoscitiva. La filosofia è davvero una pratica che si addice solo agli uomini ed è unicamente espressione del punto di vista maschile? Qual è il rapporto tra conoscenza, corpo e genere? Quali problemi etici la questione della cura pone rispetto alla tutela dei diritti di alcune categorie sociali? È pensabile una divinità al femminile? Nel rispondere a queste e ad altre domande, l’autrice illustra come la filosofia e le nostre pratiche scientifiche possono non essere neutrali rispetto al genere ed emarginare alcuni soggetti.

Vera Tripodi lavora all’Università di Torino e ha svolto la sua attività di ricerca in Norvegia e Spagna. Le sue aree di ricerca sono: filosofia femminista, metafisica, filosofia del linguaggio. E’ anche autrice del libro Filosofia della sessualità (Carocci).

Presenteranno il libro assieme all’autrice

Lorenzo Gasparrini: dopo anni di studio e docenza in Estetica, è ora un attivista antisessista, sia con scritti e articoli in rete che con seminari, lezioni per le scuole, incontri pubblici. Ha fondato e anima un collettivo antisessista maschile.

Chiara Lalli: giornalista (internazionale, corriere, wired), scrive di bioetica e filosofia morale. Tra i suoi saggi ricordiamo: NEW GEN(d)ERATION. Orgoglio e pregiudizio di genere; A. La verità, vi prego, sull’aborto; C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto Come cambia l’obiezione di coscienza.

Alcune nostre letture

Damasco, Suad Amiry, Feltrinelli, 16 eurodamasco

“Chi ha detto che la Siria dei primi anni sessanta del secolo scorso fosse meno divertente dell’Europa di oggi?”
“Damasco” è forse il libro più complicato ma anche il più intenso della scrittrice siro-palestinese Suad Amiry. Al centro la storia della sua famiglia nata con il matrimonio del siriano Jiddo e della palestinese Teta nel 1926, prima che gli occidentali tracciasero con il righello i confine e la Grande Siria comprendeva la palestina, il libano, l’iraq e la giordania. Capitale di questa grande terra, l’antica, prosperosa e affascinante Damasco, con il suo palazzo più ricco Beit Jiddo, casa della famiglia Baroudi. Tramite le voci dei personaggi quasi esclusivamente femminili, Suad Amiry ci racconta le consuetudini, gli intrecci, gli amori e le difficoltà della nobiltà, ma anche della servitù fino alla presa del potere in Siria di Hafiz al-Asad nel 1971. In particolare la storia di Karimeh, donna non sposata che adotta una bambina e della capofamiglia Laila donna austera e tiranna spesso in viaggio per seguire la sua amante. Da Damasco e Beirut a Gerusalemme ad Amman un’unica grande famiglia per un unico territorio che la scrittrice ci fa magnificamente scoprire tramite gli odori, le spezie, il marmo, il cibo, l’acqua. Un libro molto bello che racconta tanto di quella terra da decenni ormai devatastata dalla guerra e spesso raccontata solo come fondamentalista, ma che invece ha vissuto decenni di libertà, incontri e ribellione comunista.
Un libro importante che restituisce alla progressista Grande Siria il ruolo di avangardia culturale e sociale del mondo arabo distrutto dagli europei e dai confini coloniali da noi creati. E così Damasco perde la centralità del suo suk con i suoi scambi commerciali per lasciare spazio al petrolio e alla nascita delle monarchie del golfo persico.
Ma questa è storia contemporanea.

Autobiografia di una femminista distratta, Laura Lepetit, Nottetempo, 12 euroautobiografia-di-una-femminista-distratta-d481

“Raccontiamoci le nostre storie, per non vivere di riflesso, per non dover scegliere di essere sempre Madame Bovary o Giovanna D’Arco”. Una raccolta sbadata ma anche incantata, quotidiana e intima insieme, di riflessioni e pensieri di Laura Lepetit, fondatrice della casa editrice La Tartaruga che dal 1975 al 1997 in Italia ha pubblicato solo donne.

Tra le pagine gli aneddoti sulle scrittrici più o meno note (molte diventate famose solo negli ultimi anni dopo essere state ripubblicate dalle grandi casi editrici) si mescolano a quelli sulle piante, sui gatti, sulle amiche e compagne di Laura, le donne del femminismo milanese degli anni 70 tra cui Carla Lonzi

La storia di una donna con la quale come libraie e come femministe abbiamo un grandissimo debito per il contributo dato alla diffusione delle parole e del pensiero delle donne.

 L’Anno Breve di Caterina Venturini, Rizzoli, 19 eurol'anno breve
L’anno breve è l’anno scolastico, è il ritmo delle stagioni che si alternano – a volte allineate e a volte in contrasto – con il periodo di insegnamento della professoressa Ida Ragonese nella nuova scuola, o meglio nel nuovo ospedale. Ida insegna a dei giovani ragazzi e ragazze malate o in guarigione, o terminali la letteratura. Emergono le vite e i corpi delle giovani e dei giovani pazienti nel loro ruolo di studenti, conquista uno spazio la docente che tramite l’insegnamento intesse delle relazioni con i ragazzi, che sopporta il peso di una precarietà di lavoro estrema e una condizione di perenne incertezza data anche dallo scorrere di un tempo dell’ospedale perennemente anestetizzato, disciplinato e sospeso. Una carrellata di personaggi, di situazioni ripetitive ma sempre diverse; e poi una sospensione invernale, un ricordo della sua adolescenza che interrompe la routine delle giornate per far sprofondare la protagonista nell’abisso di quell’età e di quel ricordo mai risolti. Un libro molto bello, intenso, lucido, a volte crudele, ma sempre pieno di un’umanità che resiste perchè può parlarsi e può raccontarsi tramite la letteratura e l’insegnamento.

La brigata dei reietti di Sophie Henaff, Einaudi 18,5 eurola-brigata-dei-reietti
Sarà il primo di una serie, sono sicura che vedremo ancora la commissaria capestan, impermeabile, ballerine e un senso della giustizia molto personale. Il suo carisma si esprime nella capacità di tirare fuori il meglio da ognuna delle persone “indesiderabili” che le vengono assegnate per costruire una squadra ai margini della polizia parigina e della legalità. È un libro da intrattenimento, che non vi chiede grande impegno ne’ empatia, scorre via leggero e alla fine penserete che l’improbabile brigata e’ proprio simpatica.